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“L’Ulivo ha dato una lezione che resta attualissima: parlare e ascoltare la gente. E attenzione, quel modello ha dimostrato di essere vincente pochi giorni fa”, inizia così Romano Prodi la sua intervista a La Stampa, e spiega: “Il centrosinistra può farcela, ma la destra vincerà se non si costruisce un nuovo rapporto tra governanti e governati, tra eletti ed elettori. Un rapporto peggiorato dall’attuale legge elettorale”.

“L’Ulivo vinse con una scarsità di mezzi spaventosa, ma con migliaia di ‘apostoli’ che sono andati a parlare con le persone. I fatti sembrano dimostrare che Enrico Letta sia già stato capace non solo di seminare, ma anche di raccogliere. Nei prossimi mesi dovrà solo continuare questo lavoro”.

Un passaggio sulla situazione economica in Italia: “Lo scenario economico è in movimento. I dati reali, per la prima volta da parecchio tempo, sono migliori delle previsioni. C’è una crescita un po’ più forte della media europea e questo è abbastanza confortante. Però attenzione, perché il costo della vita, l’inflazione e il livello del debito sono altrettanti punti interrogativi riguardo al futuro. E quello che mi preoccupa è l’allargamento della forbice tra l’andamento del costo della vita e il livello dei salari. Ad oggi c’è un solo rimedio e si chiama pace!”.

Prodi chiude: “Mi chiedo come mai nessuno tra sindacati, imprenditori e governo non si impegni per stimolare la qualificazione del lavoratore e di chi si appresta a diventarlo. Una missione collettiva che ci consenta di restare concorrenti con gli altri Paesi, anche quando dovremo alzare il costo del lavoro: da anni stiamo spendendo miliardi per dare manodopera specializzata ai nostri concorrenti”.

L’intervista integrale su La Stampa