Sintesi dell’intervista di Annalisa Cuzzocrea su La Stampa

 

“Come si può restare indifferenti di fronte un bambino di 20 giorni che arriva morto sulle nostre coste? Non c’è nessun compiacimento nel vedere l’Italia presa a schiaffi da una nazione amica come la Francia. Nel porto di Catania si è messa in campo un’operazione inutilmente crudele e dannosa, che macchia di infamia il nostro Paese di fronte alla comunità internazionale”, inizia così Peppe Provenzano la sua intervista a La Stampa, e aggiunge: “Purtroppo il governo sta piegando ogni dossier alla sua propaganda interna”.

Continua: “Siamo stati noi a ricollocare l’Italia tra i protagonisti in Europa. Temevamo che il governo Meloni ci riportasse indietro facendoci scivolare verso Visegrad. Nessuno però credeva avvenisse in due settimane”.

“La Francia è un partner fondamentale sulla questione energetica, sulla riforma della governance economica dell’Europa e anche su una possibile e necessaria riforma della gestione della disciplina dell’immigrazione a livello europeo”.

Il Vicesegretario spiega: “Il Governo ha una strategia ben precisa: utilizza questi provvedimenti simbolici come armi di distrazione di massa rispetto ai problemi del Paese e le urgenze alle quali non riescono a dare risposte. Non possiamo cadere nella loro trappola, ma non possiamo permetterci nemmeno che si violino i diritti umani per la loro propaganda. A Catania ho visto l’Italia scadere al grado zero dei diritti, perché quando si arriva all’arbitrio della selezione, al tu sì tu no, nessuno può dirsi al sicuro”, e aggiunge: “Il governo Meloni continua a ignorare la questione prioritaria del Paese, che è quella dei salari, di come far recuperare a lavoratori e pensionati il potere d’acquisto perso con l’inflazione. E mentre annunciano il taglio degli ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza, fanno un favore agli evasori e alle mafie alzando il tetto del contante. L’unico filo rosso che lega i provvedimenti assunti o mancati del Governo è andare contro la povera gente”.

Provenzano chiude: “L’unico modo in cui il Pd può svolgere il suo compito è facendo il proprio mestiere. Progressisti non ci si inventa, di certo non lo si può fare a giorni alterni sulla base di meri calcoli elettorali”.

 

Intervista integrale su La Stampa