Sintesi dell’intervista di Umberto De Giovannangeli su Il Riformista

 

“Molte delle sfide di questa nuova fase delle relazioni internazionali passano dall’Italia: il rafforzamento dell’integrazione europea, le nuove rotte di approvvigionamento energetico, il rapporto con i paesi dei Balcani, del Mediterraneo e dell’Africa che rischiano di subire l’instabilità derivante dall’aggressione russa. Il colloquio tra Biden e Draghi va letto in questo quadro. Draghi a Washington ha fatto sintesi delle posizioni europee anche con gli alleati Nato”, inizia così Lia Quartapelle, capogruppo del Pd alla Commissione esteri della Camera, responsabile Europa, Affari internazionali e Cooperazione allo sviluppo nella segreteria nazionale del Partito democratico, la sua intervista.

Prosegue con le impressioni frutto della missione in Ucraina da poco conclusa: “Sono rimasta molto colpita dalla portata delle violazioni dei diritti umani e dei crimini di guerra compiuti dall’esercito russo in Ucraina. Lo schema è chiaro: l’aggressione della Federazione Russa ha l’obiettivo di annichilire il diritto a esistere dell’Ucraina come nazione libera e sovrana”.

“Non è chiaro in Italia che l’esercito russo è in grande difficoltà e che il sostegno anche militare che si sta dando all’Ucraina ha permesso a quel paese di reagire e evitare la capitolazione. Kyiv chiede giustizia e non cerca vendette sommarie. Al sostegno militare si aggiungono le sanzioni, che servono a togliere a Putin i mezzi economici per continuare la guerra, e sono altrettanto importanti”.

Quartapelle argomenta: “La protezione che può dare la Nato è immediata, mentre la difesa comune europea ancora non è operativa. Si dovrà rafforzare l’unità politica degli intenti europei”.

“E’ necessario che tra la fine della Conferenza sul Futuro dell’Europa e il Consiglio europeo di giugno si mettano le basi perché l’Unione europea sia finalmente un attore politico anche sulla scena internazionale. Le divisioni europee sono quello su cui punta Putin. Dobbiamo darci da fare e riprendere con coraggio il cammino di una maggiore integrazione. II segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha avanzato una serie di proposte su questo, riprese anche da Macron nel suo discorso”.

Quartapelle chiude: “La pace, che tutti cerchiamo, deve essere una pace giusta. E questa si raggiunge tenendo insieme due elementi imprescindibili, sottolineati entrambi da Macron nel suo discorso: il sostegno all’Ucraina, con ogni mezzo possibile. E evitare quello che nella storia europea ha portato a guai peggiori, cioè l’umiliazione e lo spirito di vendetta”.

 

Intervista integrale su Il Riformista