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Il 14 si riapre in presenza e sicurezza“: Anna Ascani,viceministra dell’Istruzione, risponde così alle preoccupazioni sui ritardi in vista della riapertura delle scuole, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Purtroppo – aggiunge – quest’anno si sommano criticità storiche e problemi legati alle precauzioni anti-Covid. Abbiamo fatto molto e non lasceremo indietro nessuno: se i presidi hanno dubbi o problemi abbiamo messo a disposizione un help desk per aiutarli. Nel decreto sui trasporti abbiamo destinato fondi per 34 milioni oltre ai 70 del decreto agosto perché gli enti locali possano pagare l’affitto di spazi privati da destinare alle scuole. In questa settimana stiamo risolvendo le criticità residuali”.

Sulla questione banchi, Ascani sottolinea: “Oggi riapre la scuola a Bolzano e lì il commissario Arcuri, che sta gestendo la consegna, li ha già fatti arrivare a tutti. Sapevamo che un Paese che produce 200 mila banchi all’anno non può produrne 2 milioni e mezzo in un mese. Avevamo dato 331 milioni alle scuole anche per gli arredi. Poi i presidi ci hanno segnalato l’impossibilità di trovare i banchi e a quel punto abbiamo deciso di centralizzare la gara”, da qui i ritardi, spiega.

Anche sul reclutamento degli insegnanti, Ascani sottolinea: “Abbiamo digitalizzato il sistema e ci sono alcuni errori. Molti sono simili e dunque si possono correggere”.

Sulla difficoltà nel reperire insegnanti, la viceministra spiega: “È un problema strutturale e sono contenta che ne parlino non solo gli addetti ai lavori. Dobbiamo riprendere il discorso di come si formano i docenti. L’avevamo fatto con la legge 107, ma poi Bussetti l’ha cancellato. Noi avevamo provato a normalizzare il caos.

Se si prendono i professori di una stessa classe e si chiede come sono diventati di ruolo, ognuno avrà una storia diversa, chi con le stabilizzazioni, chi con la sanatoria, chi con le scuole di specializzazione. Purtroppo ogni ministro che viene propone una soluzione diversa e così non si riesce a cambiare nulla.

Una volta aperte le scuole, mettiamoci a riscrivere le regole per l’accesso al ruolo. Io cambierei anche la prova: bisognerebbe valorizzare di più le capacità dei candidati di svolgere una lezione”.