In un Paese che della lotta alle diseguaglianze fa il proprio faro per illuminare la strada verso lo sviluppo, l’istruzione, la scuola e la ricerca ne costituiscono i pilastri fondamentali. Sulla base di questo assunto, in cui crediamo fortemente, l’obiettivo è quello di colmare un ritardo atavico rispetto agli altri Paesi europei, portando gli investimenti sull’istruzione dal 3,8% attuale del PIL, al 5%.

Soltanto in tal modo, approfittando del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, usciremo dall’emergenza, riparando i danni prodotti dalla pandemia, ma, soprattutto colmando i divari educativi consolidati in anni di tagli indiscriminati. Occorre però una programmazione di lungo periodo e di larga visione.

Il Partito Democratico è dunque impegnato in questa grande battaglia di civiltà che sposta l’ottica della distribuzione di risorse nei termini della discriminazione positiva -dare di più a chi ha di meno-, individuando alcune linee di intervento: gratuità della scuola, investimenti di sistema più corposi per i nidi ed il tempo pieno nel Mezzogiorno, qualità diffusa dell’offerta formativa, a partire da progetti di innovazione e architettura scolastica, formazione e valorizzazione della professione docente, investimenti sull’inclusione scolastica, estensione dell’obbligo e valorizzazione della formazione professionale e di quella per gli adulti, facilitazione dei processi di integrazione scuola-territorio.

Nel mentre si inseriscono questi elementi nel Next Generation Eu, la legge di bilancio, nell’enorme lavoro posto in essere dai gruppi parlamentari, si è mossa in questa stessa direzione, prevedendo alcune misure assolutamente significative ed importanti per l’istruzione.

E quindi, partendo dall’edilizia scolastica, è previsto un ulteriore miliardo e mezzo, con la proroga dei poteri commissariali ai sindaci ed ai presidenti di Provincia, per favorire la cantierizzazione dei lavori.

Per la costruzione di scuole innovative nei piccoli Comuni del Mezzogiorno, sono stati previsti 40 milioni nell’ambito del Piano triennale per gli investimenti immobiliari dell’Inail, con canone a carico dello Stato.
Viene agevolato il processo di digitalizzazione, di cui tanto abbiamo avvertito l’urgenza, soprattutto in questo periodo di scuole chiuse, con altri fondi stanziati per gli animatori digitali, e con l’entrata a regime dei 1000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo.

Nella piena convinzione dell’importanza del sistema integrato 0/6 la legge di bilancio prevede 1000 posti di potenziamento per l’infanzia e si incrementa il fondo 0/6 di ulteriori 60 ml annui.

Per garantire l’inclusione vi sono 25.000 posti di sostegno in più in tre anni.
Nel riconoscere l’immenso lavoro dei dirigenti scolastici sono state stanziate somme per il FUN nel 2021 per evitare la restituzione delle somme già erogate.

Altri provvedimenti vanno sempre nel senso di investire e non tagliare per la scuola: dal sostegno per i fitti per gli studenti fuori sede con reddito basso al processo di stabilizzazione di centinaia di ricercatori all’interno di enti pubblici; dai due milioni per un piano di contrasto alla povertà educativa all’ incremento di un milione per le istituzioni AFAM, dai 20 milioni per sostenere gli importantissimi ITS, ai 55 ml per i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (ex alternanza scuola lavoro), dallo scorrimento della graduatoria per i dsga, al sostegno alle paritarie che accolgono disabili.

Mai più tagli per l’istruzione. Mai più risparmi nella più grande infrastruttura sociale del Paese, generatrice di valore e di valori. Mai più fondi spesi senza visione, senza un grande progetto di sviluppo, senza azioni di sistema.

La sfida è ardua, ma va colta e vinta, se vogliamo essere all’altezza di una classe dirigente che assuma come priorità il superamento delle diseguaglianze che minano il futuro della maggior parte dei bambini, sapendo che solo con la scuola e l’istruzione si possono creare pari opportunità, reali e concrete, sia per i singoli individui che per i diversi territori.

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