L’approvazione della legge contro la radicalizzazione jihadista proposta dal Partito Democratico, sulla scorta del lavoro fatto la scorsa legislatura , è una esigenza primaria e non più dilazionabile”.
Lo ha detto l’On. Enrico Borghi, responsabile delle politiche della sicurezza della segreteria nazionale Pd, nel corso di un intervento al seminario “Aiutare i giovani contro le narrazioni estremiste”, a Bologna presso Palazzo d’Accursio.
“La vicenda afghana – ha proseguito Borghi – rischia di trasformarsi in grande camera d’incubazione dello jihadismo. La situazione instabile di quel Paese, il rischio emulazione dentro il mondo islamico africano, i fattori di rischio sul terreno e le minacce di contesto ci dicono che non dobbiamo abbassare la guardia ne’ farci dettare l’agenda dagli aspetti emotivi o contingenti”.
Una legge contro il radicalismo jihadista è un pezzo essenziale di prevenzione, perché come ci insegna la vicenda di Kabul la via militare da sola non è sufficiente per affrontare complessivamente questo tema. Serve certamente la capacità militare, serve capacità  di intelligence, serve competenza giudiziaria e di ordine pubblico ma serve anche una capacità di lavoro in una logica di sicurezza condivisa da parte delle reti sociali, scolastiche, comunitarie. La radicalizzazione si sconfigge in quest’ottica, e per questo la legge è ineludibile”.
Così in una nota Enrico Borghi responsabile Politiche per la Sicurezza nella Segreteria del Pd.