“Non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca, le difficoltà non devono vanificare lo sforzo fatto nei mesi passati» così Patrizia Toia, europarlamentare del Pd, difende il lavoro di Ursulavon der Leyen sul fronte vaccini.

Ora bisogna capire cosa sia accaduto dato che l’Europa ha finanziato la ricerca dimostrando quanto sia imprescindibile l’impegno pubblico in momenti così delicati e quanto sia stato fondamentale per accelerare i tempi del vaccino.

E’ una situazione delicata, dice Patrizia Toia “mancano le dosi necessarie per immunizzare tutta la popolazione europea, ma tutti i cittadini hanno diritto alle cure, quindi va rimosso l’ostacolo rappresentato dal legame inscindibile che oggi c’è tra proprietà del brevetto e licenza esclusiva a produrlo.”

Patrizia Toia riferisce che per la prima volta la Commissione europea ha aperto esplicitamente alla possibilità di ricorrere allo strumento della licenza obbligatoria, consentito dalle regole Wto (l’Organizzazione mondiale del commercio).

In circostanze eccezionali “uno Stato può costringere il titolare di un brevetto a cederlo, allo Stato o a terzi, in genere in cambio del versamento di royalties: è una strada che va deliberata in sede Wto e si può percorrere in tempi molto rapidi, se c’è l’accordo di tutti i paesi.”

L’Europa aprirà così la strada alla disponibilità del vaccino per i Paesi in via di sviluppo.

L’europarlamentare, sottolineando l’eccezionalità del momento, in cui l’obiettivo è avere vaccini a sufficienza per tutti, continua “preferisco farne di più di quelli che servono perchè adesso non sappiamo quanto dura la copertura e tutti dobbiamo avere la garanzia di potersi vaccinare.”