Sintesi dell’intervista di Virginia Piccolillo su Il Corriere della Sera.

 

Oggi è tempo di riformare l’Italia. Abbiamo trovato una difficile sintesi sulle riforme del processo penale e civile. E ora sul Csm come Pd vogliamo si chiuda questa guerra dei trent’anni sulla giustizia. Basta col populismo giustizialista, con la sottovalutazione del principio della presunzione di innocenza e col finto garantismo che vale solo per i propri amici”, inizia così Walter Verini, Tesoriere del PD, componente della Commisisone Giustizia alla Camera e relatore della proposta di legge sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, la sua intervista a Il Corriere della Sera.

 

Su quanto detto da Draghi in merito al non porre la fiducia sulla Riforma, Verini aggiunge: “Non può passare l’idea che in Parlamento ci sia il “liberi tutti” e ciascuno possa votare ciò che vuole. Andare in ordine sparso su un tema in cui in Cdm si è raggiunta l’unanimità sarebbe un precedente che potrebbe dare vita a turbolenze. Il Parlamento potrà migliora re la riforma non stravolgerla”.

 

Verini spiega: “La Riforma della Giustizia accompagna una necessaria rigenerazione della magistratura che deve trovare in se stessa, come ha detto Mattarella, la forza per uscire dalle degenerazioni delle correnti. Ci sarà un nuovo sistema di elezione del Csm, non ci saranno più nomine a pacchetto che favorivano scambi. Le valutazioni saranno più stringenti”.

 

Il Tesoriere chiude sul tema delle “porte girevoli” politica – magistratura: “E’ giusto aver dato un segnale. Ma dobbiamo distinguere chi si candida o è eletto da chi serve lo Stato come tecnico. E in Parlamento i magistrati sono 3 gli avvocati 141”.

 

Intervista integrale su Il Corriere della Sera.