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Sintesi dell’intervista di Maria Teresa Meli su Il Corriere della Sera

 

“E’ straordinariamente positivo il fatto che ormai tra noi governatori ci sia unanimità sull’obiettivo principale: difendere la libertà di tutti. Il virus sopravvive nell’area dei non vaccinati, quindi da una parte non dobbiamo rinunciare a convincere le persone a vaccinarsi, ma se questo non bastasse per me vanno bene tutti gli incentivi alla vaccinazione. Per esempio, si potrebbe ampliare la fascia dell’obbligo vaccinale. Non per ledere la libertà di qualcuno, ma per garantire la libertà di tutti“, Nicola Zingaretti inizia così la sua intervista a Il Corriere sella Sera.

 

E continua: “In una fase di ripresa economica e nel contempo di disagio sociale, a una funzione civile, deve rispondere una responsabilità civica. Quindi io non mi stupirei se si arrivasse alla definizione di obblighi vaccinali per funzioni primarie dello Stato e della pubblica amministrazione: una decisione che dovrà prendere il governo con il supporto del Comitato tecnico-scientifico, in coerenza con i provvedimenti che decideranno di adottare”.

 

Il Presidente della Regione Lazio spiega: “Secondo i dati che abbiamo i contagi crescono nella fase finale della scadenza dei sei mesi, quindi bisogna valutare la possibilità di anticipare da 6 a 5 mesi la terza dose, almeno per le persone anziane. I vaccini ci sono e la macchina organizzativa è pronta a rispondere. L‘importante è non aspettare il virus ma anticiparlo sempre, non esistono altre soluzioni”.

E nello specifico, nella Regione Lazio: “I dati confermano che c’è un incremento dei contagi, ma la cosa importante è il basso numero delle ospedalizzazioni. Ormai sappiamo che a comportamenti irresponsabili corrisponde un aumento dei contagi: lo si è visto nelle manifestazioni no vax a Trieste e non solo”.

 

Sul tema della libertà, Zingaretti risponde: “La libertà, anche quella personale, viene data dal rispetto delle regole. È folle il teorema secondo il quale libertà significa fare quello che ci pare perché il comportamento irresponsabile di una persona nega o può negare ad altri addirittura il diritto di vivere e sicuramente di lavorare. La più grande negazione della libertà individuale e collettiva sarebbe quella di essere costretti a tornare al lockdown. Chi in questo momento non si vaccina è un privilegiato che gode del fatto che altri milioni di persone per fortuna si sono vaccinate. Nessuno si permettesse di fare lezione sui concetti di libertà perché nel non osservare le regole e nel mettere a rischio le vite degli altri non c’è nessuna libertà. Anzi, è la negazione della libertà in nome di un privilegio individuale”.

 

Intervista integrale su Il Corriere della Sera