Foto di Stefano Minnucci

“Sembrava impossibile che nel giro di appena qualche settimana la politica che appariva imbambolata e ferma riuscisse a mostrare il volto della decisione, perché la politica che non decide non fa il suo mestiere”. Così il segretario Matteo Renzi ha introdotto l’Assemblea del PD a Milano, dopo aver salutato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e ringraziato i giovani volontari che con la maglietta ‘Bella ciao, Milano‘ fanno assistenza all’Assemblea.

 

Altri contenuti dell’Assemblea nazionale

Sintesi e video degli interventi dell’Assemblea nazionale 18 luglio 2015

Report delle attività tematiche

 

Politica economica. “Elimineremo la tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e sugli imbullonati. Se continueremo a tenere in pista il cantiere delle riforme, come credo, perché gli altri hanno solo fatto finta, nel 2016 faremo una sforbiciata delle tasse che proseguirà nel 2017-18 in maniera puntuale.  Per 5 anni avremo un impegno di riduzione delle tasse che non ha paragoni nella storia repubblicana di questo Paese. Una rivoluzione copernicana, senza aumentare il debito. Dobbiamo rispondere a chi dice che facciamo le cose sull’onda dell’emozione del momento.

 

Da qui al 2018 dobbiamo lavorare su debito, investimenti e tasse. Gli ottanta euro non sono stati una mancia elettorale, come qualcuno ha detto, perché gli italiani li hanno ricevuti dopo le elezioni. Dal 2016 l’Italia sarà tra i pochi paesi a rispettare il parametro del 3 per cento. L’Italia vedrà la curva del debito calare e non aumentare. Sul debito niente colpi a sorpresa. Nel 2017 ci sarà un intervento Ires e Irap e nel 2018 interventi sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni. Diventeremo il primo partito che le tasse le riduce davvero e su questo saremo giudicati”.

 

Riforme. “Ci sono stati dei no all’interno del nostro partito che ci hanno ferito, ma le riforme le abbiamo fatte. Quello che i nostri parlamentari hanno fatto in un arco di tempo abbastanza limitato è degno di onore e orgoglio perché ha consentito al Paese di ripartire, anche se i numeri reali sono spesso oscurati dal disfattismo cosmico, ma i numeri crudi della realtà dicono che il Paese è ripartito. Sette mesi fa eravamo preoccupati che le riforme potessero essere bloccate nella palude: sono qui a dirvi che grazie a quelle riforme l’economia si è rimessa in moto e adesso è il momento di fare il salto di qualità e siamo in grado di farlo. Il primo trimestre 2015 è il primo positivo dopo 11 trimestri consecutivi, crescono i mutui, cresce l’uso delle carte di credito, i consumi tornano al segno più dopo tre anni, lo dice Bankitalia.

 

 

A chi diceva che questo Paese doveva voltarsi al solo turismo ricordiamo che la produzione industriale è cresciuta del tre per cento. Questo lavoro è il frutto dell’azione del PD e dei suoi alleati, ha aggiunto Renzi, annunciando che venerdì 24 luglio a Palazzo Chigi gli operai di Whirlpool entreranno a firmare l’accordo che salverà quella azienda”.

 

Patto del Nazareno. “Alla scorsa Assemblea nazionale all’Ergife qualcuno mi ha rimproverato di voler fare un patto segreto con Berlusconi. Mi sono sgolato nel dire che non si fa politica inseguendo i fantasmi, che non avremmo mai consentito a Silvio Berlusconi di essere il king maker della scelta dell’inquilino del Colle. Il tempo è galantuomo. Abbiamo sanato la ferita dei 101″.

 

Mattarella. “Se per eleggere Mattarella qualche forza ha inteso venire meno ai propri accordi sulle riforme, sappia che rifaremmo una, dieci, cento volte la stessa scelta. Credevamo al patto del Nazareno per quel che c’era dentro non per quello che qualche vecchia gloria del fantasy della politica aveva immaginato potevamo inserirci. Come Presidente della Repubblica abbiamo scelto un galantuomo custode della Carta costituzionale, oggi va l’augurio di buon lavoro a Sergio Mattarella. Lei signor Presidente, si è posto come arbitro imparziale – ha ribadito Renzi – il PD crede nelle istituzioni sempre e non le considera al proprio servizio”.

 

Europa. “Per troppo tempo abbiamo ascoltato molte falsità sul rapporto Italia -Europa. Siamo fra i contribuenti più forti dopo Germania e Francia. Noi siamo una colonna portante dell’Europa non lo zimbello . L’Italia è debole solo nel racconto auto flagellante di se stessa. L’Italia è indebolita da chi urla ‘mafia, mafia’ in Parlamento a Strasburgo, come hanno fatto i Cinque Stelle, mentre interveniva un esponente delle istituzioni italiane”, ha aggiunto. “Non si utilizza il palcoscenico europeo per attaccare il proprio Paese”. Renzi ha annunciato di aver ricevuto un sms da Nicola Zingaretti: “Mi diceva che come PD dovremmo fare una iniziativa sull’Europa a Ventotene, lì dove tutto è cominciato. Mi sembra un’ottima idea nella quale dovremmo coinvolgere tutto il Pse. Dobbiamo avere il coraggio di dire che l’Europa così no va. Abbiamo bisogno di recuperare il senso profondo di questo Continente”.

 

Partito democratico. “Il PD ha tre avversari: il populismo dei Cinque Stelle, la destra becera che sognava la nuova destra italiana e si trova Matteo Salvini e la sinistra radicale che dice che è ‘possibile’ anche se noi diciamo che è ‘improbabile’. E parlando sempre di Salvini ha aggiunto: “Non accettiamo che qualcuno sfoderi una maglia che dice che la Padania non è Italia”.

 

Tavolo di lavoro congiunto contro il terrorismo. “L’Isis non riuscendo a farci morire come piace ai terroristi, cerca di farci vivere come piace ai terroristi: rannicchiati in noi stessi. Dobbiamo riappropriarci della nostra identità che non è il contrario dell’integrazione. La nostra cultura e identità sono il contrario della chiusura rozza e becera. Nelle prossime ore a nome del PD rivolgerò un appello alle altre forze politiche per un tavolo di lavoro congiunto contro il terrorismo internazionale, perché si possa avere condivisione anziché usare le questioni di sicurezza nazionale per litigare nella politica interna. Scegliamo per una volta un terreno comune contro il terrorismo internazionale”.

 

Immigrati. “Se una bambina che ha l’età di mia figlia muore durante una traversata, ciascuno di noi può pensare tutto ciò che vuole, ma non permettiamo ai nostri figli di pensare che il loro genitori, per un punto nei sondaggi, hanno rinunciato a essere persone umane. Discutiamo di tutto ma restiamo umani di fronte a un dolore che ha diritto alla dignità”, ha detto citando il caso della bimba siriana che non è arrivata viva perché gli schiavisti scafisti le hanno tolto le dosi di insulina. Il segretario ha in fine espresso “solidarietà anche agli agenti feriti ieri a Roma mentre stavano portando 19 migranti in una palazzina”, aggrediti dai militanti di estrema destra.

 

Ha concluso Renzi: “Il PD non vi chiede di credere in me, ma di credere in voi. La sfida la vinceremo soltanto se saremo il partito che parla al Paese e non quello che si divide fra le proprie correnti”.

“Restituiamo orgoglio e dignità alla politica”.