GIULIANO PISAPIA

Giuliano Pisapia, lei è capolista del Pd nel Nord Ovest e mai come questa volta le Europee sono considerate un test «nazionale». Sono elezioni di «midterm» del governo Conte?

 
«Sono un test importante, diciamo che è la radiografia di un governo che nessuno ha votato e che è nato da un accordo post-elettorale. Un accordo di potere, che non ha aggiustato nessuna delle ossa che erano rotte. Invece che mettere mano ai problemi del Paese, Lega e M5S hanno allestito una campagna elettorale continua. Hanno detto di aver “abolito la povertà” e che “avrebbero riportato in Africa tutti i migranti”. Solo parole, impegni non mantenuti. In molti se ne stanno accorgendo».
 

Pronostico sul governo: arriverà alla finanziaria o cadrà prima?

 
«Ho l’impressione che a un certo punto sarà una gara tra Di Maio e Salvini per scappare dalle responsabilità di aggiustare i conti, dopo l’ultima finanziaria sprecona».
 

Sarà quello il punto di rottura?

 
«La finanziaria farà esplodere tutte le contraddizioni. Perfino il presidente Conte ha detto che è difficile evitare l’aumento dell’Iva. Con lo spread a 290 e con il rischio di aumento dell’Iva sempre più vicino, i partiti di governo non hanno né proposte realizzabili né volontà di rimediare ai loro errori recenti. A ogni modo, i nodi al pettine per questo governo verranno su questioni dirimenti, in particolare per la Lega, come l’autonomia regionale e le grandi opere».
 

Capitolo alleanze: 5 Stelle uguali alle Lega?

 
«M5S chi? Quelli che hanno sottratto alla magistratura Salvini come nella tradizione della peggiore casta, o i militanti che avevano riposto fiducia nella speranza di rinnovamento? I M5S sono schizofrenici, attaccano tutti i giorni la Lega e con i loro voti garantiscono alla Lega il governo. Tutti i peggiori provvedimenti proposti dalla Lega sono stati votati da Di Maio».
 

Se dovesse cadere il governo elezioni subito come dice Zingaretti o una soluzione parlamentare?

 
«In Italia abbiamo una grande fortuna che si chiama Sergio Mattarella. Certe scelte competono a lui dopo aver ascoltato le forze politiche. Gli italiani non perdonerebbero un accordo parlamentare senza passare dalle elezioni. La mia opinione è che in questa legislatura non siano possibili nuove alleanze».
 

Esclude una possibile alleanza Pd-M5S?

 
«In questa fase lo escludo in maniera netta. Sarebbe un tradimento dell’elettorato. In caso di nuove elezioni si vedrà. È difficile fare previsioni perché sono troppe le variabili in gioco».
 

Nel caso sareste pronti? Zingaretti candidato premier?

 
«Lei insiste nel voler da me le risposte che solo il presidente Mattarella può dare. Ricordo che Zingaretti ha più volte detto che non è automatico che il segretario del Pd sia anche il candidato e continuo a pensare che le primarie rimangano lo strumento migliore per la scelta dei candidati a Palazzo Chigi. Zingaretti come segretario del Pd sta lavorando molto e nella direzione giusta, con la seria consapevolezza che per restaurare un palazzo acciaccato ci vuole tempo e fatica. Ma alla fine quel palazzo tornerà al suo splendore».
 

Lo schieramento del Pd va da Calenda a Pisapia. Cosa vi tiene insieme?

 
«Il buon senso, la competenza e la serietà. Il tentativo di fare polemiche su Pisapia-Calenda fa sorridere. Calenda è stato un ottimo ministro che ha contribuito a risolvere tante crisi aziendali, anche nell’interesse dei lavoratori. E certamente è d’accordo con me nella volontà di difendere ed estendere i diritti sociali e civili».
 

Non teme la riedizione di un’Unione bis?

 
«I tempi cambiano, oggi siamo in una situazione diversa. E cambiano anche le persone. Abbiamo la ferrea volontà di costruire una unica e grande alleanza democratica, progressista, europeista non una unione di tanti, troppi, segretari di micropartiti, ma un’unica lista che condivide l’obiettivo elettorale e di visione e che è, e sarà, capace di aperture oltre i perimetri dei partiti tradizionali».