Foto di Stefano Carofei / Imagoeconomica

Ettore Rosato, lei ha detto che Marco Carrai, affettuosamente chiamato da Renzi “Marchino”, non ha nulla a che vedere con il Pd. Stava scherzando?
 
«E perché? Marco Carrai è un imprenditore. Che poi sia un amico di Matteo non ne fa una voce del Pd o un rappresentante del partito o del governo. Non parlava a nome dei Dem, chi afferma il contrario fa una forzatura che serve a strumentalizzare meglio».
 
Ma come giudica la mail di Carrai a Ghizzoni?
 
«Come devo giudicarla? È un imprenditore che parla con un altro imprenditore, in modo lecito, di affari».
 
Dopo la ricostruzione dell’ex ad di Unicredit, la posizione di Boschi sembra meno difendibile, non crede?
 
«Meno difendibile? Assolutamente no. Poi, difendersi da cosa? Mediobanca ha chiesto, ed è normale che sia così, a Unicredit di verificare il dossier Banca Etruria come avrà fatto con altre decine di situazioni. Boschi poi si è solo informata su un’operazione che riguardava il suo territorio. E probabilmente lo ha chiesto, come faremmo tutti noi, e non solo per le aziende del territorio ma per i diversi casi di crisi che ci passano davanti e che ci vedono preoccupati».
 
L’anomalia sta anche nel fatto che la sottosegretaria, allora ministra, si interessava di una banca in crisi in cui il padre era vice presidente.
 
«La banca non era mica della famiglia Boschi. Stiamo discutendo di una banca popolare di proprietà di migliaia di cittadini di quel territorio. Oserei dire che in un incontro con Ghizzoni, non fare nemmeno una domanda su cosa stesse accadendo lì ad Arezzo, sarebbe risultato quasi un disinteresse sulla questione».
 
Lei ha detto che gli attacchi a Boschi sono frutto dell’invidia per una bella giovane donna di successo. Non pensa che siano piuttosto causati dalla sequenza di incontri su Etruria, dalla disinvoltura dell’ex ministra per difendere quella banca?
 
«Sono due cose diverse. Ripeto. C’è un accanimento nei confronti di Maria Elena, che ha stravolto l’agenda politica dei nostri avversari. Non potendoci attaccare sulle scelte economiche, sulle politiche sociali, dalla mattina alla sera parlano di lei».
 
Sarebbe opportuno un passo indietro?
 
«Abbiamo la sindaca di Torino e quella di Roma, i primi cittadini dí Bagheria e di Livorno raggiunti da atti giudiziari, che sono difesi a spada tratta dai giustizialisti alla Di Maio. E la Boschi dovrebbe dimettersi perché ha chiesto del futuro della banca della sua città?».
 
Ma tutto ciò non provoca un danno al Pd e alla leadership di Renzi?
 
«Non so se danneggia il Pd o solo dimostra il degrado di una politica che non sapendo più parlare di progetti e futuro, tritura sempre le stese cose».
 
Per i sondaggi il Pd è in calo.
 
«Lei mi sta domandando solo di Banca Etruria, abbiamo passato la notte ad approvare la legge di bilancio che incide sulla vita degli italiani, a parlare di investimenti per la scuola, di rinnovi contrattuali, ambiente, sanità. Noi amiamo occuparci di questo».