“E’ opportuno ribadire che la Commissione di Garanzia del Partito democratico, sul congresso in Sicilia, così come su qualsiasi questione su cui viene investita, non ha mai preso alcuna decisione politica, ma si è esclusivamente attenuta al rigoroso rispetto delle regole e delle procedure che sono il fondamento della vita di una comunità democratica quale il Pd è. Regole che devono essere uguali per tutti”. Lo sottolinea Silvia Velo, presidente della Commissione di Garanzia nazionale del Pd.

 

“Nello specifico tra le numerose violazioni più rilevanti che la commissione ha evidenziato ci sono la decisione di non far votare gli iscritti che, a norma di statuto regionale siciliano, eleggono il 40 per cento dell’assemblea regionale; la violazione delle regole congressuali per la presentazione delle liste dei candidati all’assemblea: non sono stati utilizzati i moduli previsti, non sono state presentate le firme a sostegno delle liste come previsto, non è stato consentito alla Commissione regionale del congresso di verificare i requisiti di candidabilità dei candidati nelle liste.

 

Inquesto contesto di violazione delle regole, senza voto degli iscritti e senza primarie, si è proceduto alla proclamazione di Davide Faraone segretario”, afferma Velo.

 

“Ovviamente la Commissione di Garanzia non èintervenuta con un giudizio politico sul senatore Faraone, ma è intervenuta sulla procedura congressuale adottata dalla Commissione per il Congresso regionale siciliana. Perché, lo ricordiamo ancora una volta, la Commissione di Garanzia esiste per far rispettare le regole, e questo ha fatto anche in questa occasione”, conclude.