Il Pd organizza per oggi un presidio di tutte le forze democratiche per dire Stop alle armi, Stop all’aggressione armata di Putin, esprimere solidarietà all’Ucraina, sostenere la mobilitazione dell’Italia e dell’Europa per la pace.
L’appuntamento è per le ore 16 nei pressi dell’ambasciata russa a Roma, Via Gaeta angolo Viale Castro Pretorio.

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“Siamo qua a esprimere la nostra vicinanza, l’Italia è con voi, in una lotta che non avrà fine finché l’Ucraina non sarà libera dall’invasione russa. Esprimo vicinanza e fratellanza. Siamo un’unica terra”.

Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta incontrando manifestanti ucraini e bielorussi vicino l’ambasciata russa a Roma.

“Siamo qui per dire no all’invasione russa e vogliamo farlo davanti all’ambasciata perché c’è una responsabilità chiara“.

“A livello europeo è fondamentale l’unità e la rapidità di azione perché Putin ha preso in giro il mondo intero con una presunta voglia di negoziare che non c’è mai stata”.

“Questa sera a Bruxelles l’Ue sarà unita. Si deciderà sulle sanzioni, per mettere in ginocchio l’economia russa. La guerra di Putin è una follia“.

“Auspico l’unità del Paese e dell’Europa perché se siamo divisi facciamo tutti il gioco di Putin: l’unità del mondo libero e’ l’unico modo per battere Putin”.

 

“Bisogna creare un cordone che strangoli l’economia russa in pochi giorni o poche settimane, Putin pensa che gli occidentali sono rammolliti, e la fuga dall’Afghanistan è stata determinante in questo processo”.

“Ovviamente speriamo che non ci siano interventi militari, è l’ultima cosa che possiamo sperare. Sappiamo benissimo che anche dal punto di vista legale è molto complicato. L’Ucraina non fa parte della Nato. Tutto il mondo libero oggi deve inviare un messaggio alla Russia, che crei un cordone e strangoli la sua economia in pochi giorni o poche settimane. È l’unico messaggio che in questo momento Putin può ascoltare. Gli europei sono stati più uniti di quanto si pensasse, senza voci dissonanti. A Bruxelles decideranno delle sanzioni senza precedenti. La Russia economicamente è debole, ma è una potenza energetica e militare. Chi avrà le conseguenze di queste sanzioni in Russia sarà la gente, ma è l’unico modo per bloccare ed evitare un’escalation militare”.

Stanotte si è chiusa un’epoca. Dopo trent’anni in cui Putin è stato un interlocutore, ovviamente ho avuto colloqui anche io quand’ero presidente del Consiglio, quello di queste ore è una scoperta negativa per tanti. Ma non è una sorpresa assoluta. Alla base di tutto c’è la sottovalutazione della capacità dell’Occidente. Il ragionamento che Putin fa è che’ questi occidentali sono dei rammolliti’, non sono in grado di combattere una guerra, le loro opinioni pubbliche non reggerebbero il ritorno di bare con i soldati dentro e invece ‘noi russi’ siamo in grado di risolvere i problemi con gli stivali nel terreno, perché siamo meno smidollati. L’Afghanistan è stato determinante in questa idea.”

Ci saranno centinaia di migliaia, forse milioni di rifugiati e noi da subito dovremo dimostrare cosa vuol dire l’accoglienza e che siamo un popolo che crede nella libertà, nella democrazia. Dobbiamo proteggere l’Ucraina, bisogna che una politica di accoglienza sia generalizzata e fatta da tutti. Non siamo noi in prima fila, come capita con il Mediterraneo, quindi dobbiamo essere tutti uniti e noi italiani dobbiamo fare la nostra parte. Non è il momento dell’egoismo, questo è un grande Paese che ha conosciuto l’emigrazione, la dittatura e cosa significa essere salvati dalle democrazie”.

“Credo sia stato positivo che Salvini abbia condannato l’attacco. Non voglio fare polemiche, qui stiamo cercando di difendere un principio di democrazia. Il pensiero nostro va alla comunità ucraina in Italia. A loro un segnale di grandissima fratellanza”.