Il Partito Democratico condivise, nel programma posto alla base del secondo Governo Conte, la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, ponendo come condizioni essenziali l’adeguamento dei regolamenti parlamentari e delle norme costituzionali e la necessaria riforma del sistema elettorale.

La discussione tra le forze politiche che compongono la maggioranza ha solo ora, dopo i mesi di lockdown, prodotto un testo base unitario per la legge elettorale che, grazie al lavoro ed all’iniziativa del Segretario e dei Presidenti dei gruppi parlamentari, è stato approvato in commissione alla Camera e sarà in discussione, insieme alle modifiche costituzionali all’interno di un percorso di riforme, nelle prossime settimane in Aula alla Camera e al Senato.

La nostra iniziativa ha, dunque, prodotto i risultati tangibili necessari ad accompagnare la riforma costituzionale proposta, anche se purtroppo non nei tempi auspicati così come l’accordo di programma della maggioranza prevedeva con chiarezza.

La discussione al nostro interno è stata ed è articolata e in questo senso si comprendono alcuni rilievi di chi ha maturato una posizione contraria al taglio dei Parlamentari.

Va ricordato inoltre che l’obiettivo della riduzione del numero dei parlamentari, nel quadro di un ammodernamento organico e coerente degli assetti istituzionali, è da tempo una questione posta dal PD e dal centrosinistra.

Oggi riteniamo che si siano fatti concreti e importanti passi avanti rispetto alla volontà delle forze politiche di maggioranza di rispettare gli impegni assunti insieme.

Per queste ragioni e in coerenza con il nostro profilo riformatore, il PD esprime l’orientamento rivolto ai propri iscritti e ai propri elettori, a sostegno del Si al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre.
 
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