Stefano Vaccari PD

Come sarà il Pd a guida Letta? Nelle pagine di oggi del quotidiano Il Riformista, Stefano Vaccari, responsabile nazionale dell’Organizzazione del Pd, prova a tracciarne un identikit, partendo da una considerazione che, proprio sul Riformista, fece Nadia Urbinati, definendo il partito “una confederazione di fazioni” dove le donne sono condannate a fare da “segnaposti”.

“Analisi fuorviante”, la definisce Vaccari, che poi spiega: “Siamo plurali, non faziosi. Non c’è democrazia senza pluralismo, diceva Ciampi. Il pluralismo è ricchezza di idee, confronto, discussione civile, ascolto delle ragioni degli altri per garantire la comunanza fra diversi. Diventa un male quando degenera e si atrofizza e, dietro al silenzio assenso delle decisioni, si tenta di contrattare postazioni di potere”.

Sulle donne Vaccari chiede di attendere i fatti e si vedrà “che il tema dei segnaposti non esiste”. Sottolinea come da marzo 2019 si sia ridata centralità alla Conferenza delle Democratiche “e oggi è un luogo trasversale di elaborazione”. E prosegue: “Quelle idee sono approdate nel Women New Deal proposto dal Pd al Governo Conte. Abbiamo modificato lo Statuto, per rendere effettiva la parità di genere negli organismi esecutivi e per ridare centralità agli iscritti e ai circoli”.

Sempre sul Riformista, è arrivato l’appello di Roberto Morassut per una ‘Bolognina2’. Per il responsabile Organizzazione, l’analisi di Morassut è in gran parte condivisibile, perché la forma partito che il Pd ha cercato di costruire (“l’unica ancora così popolare e diffusa sul territorio”) va rdisegnata per aumentare la “capacità di attrazione di mondi esterni”.
Spiega Vaccari: “Il segno +10% sugli iscritti del 2019, è stato un segnale importante seppur non sufficiente. Dentro la pandemia, abbiamo ripensato il modo di essere una comunità politica, dando vicinanza a chi aveva più bisogno, usando le piattaforme digitali e i social per informare, discutere nei gruppi dirigenti e parlamentari, e incontrare i portatori di interesse sui provvedimenti del governo Conte. E nata “Immagina” -una piattaforma web prima, una webradio poi – per raccogliere idee, contributi, soluzioni. Insomma si risale la china e si è utili al Paese e alla vita delle persone. Facciamo tesoro del percorso avviato e dentro le Agorà democratiche innerviamo la forza dell’innovazione che c’è con quella che manca, raccogliendola dai tanti soggetti esterni che ci vedono interlocutori credibili e seri, oltre che più smart. La sfida del vademecum lanciata da Letta è stata un successo: in 10 giorni è stato discusso online da oltre 2700 circoli (oltre 37.000 iscritti partecipanti). È il segnale che si può aprire una stagione costituente, fondata sul nesso idee-partecipazione, per trasformare il PD”.