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Il Circolo16 dicembre”, il primo circolo del Partito Democratico costituitosi in Cina, ha organizzato il 29 giugno a Shanghai, un forum dedicato ai giovani italiani ed alle problematiche da loro incontrate nell’inserimento nel mondo del lavoro.

Tre giovani italiani, Ilario Fabian, Stefania Avon e Maurizio Vrenna hanno portato all’attenzione dei numerosi convenuti la loro testimonianza, raccontando e commentando le loro esperienze. L’opportunità offerta dai programmi di studio all’estero e dagli stage formativi in azienda è stata identificata come l’elemento fondamentale per l’inserimento nel mondo del lavoro.
L’esperienza lavorativa all’estero è considerata strumento essenziale per la crescita personale e professionale ma i giovani hanno anche tenuto a sottolineare il loro convincimento sull’importanza del contributo degli italiani che lavorano all’estero come supporto e rilancio per l’Italia e la loro consapevole scelta a voler contribuire in tal senso.
E’ emerso che il maggior ostacolo per poter lavorare in Cina è dato dalle vigenti norme cinesi che non consentono il rilascio del permesso di lavoro a chi, pur altamente qualificato, abbia un’esperienza professionale inferiore ai due anni.
La situazione penalizza proprio i più giovani, ritardando il loro inserimento nel mondo del lavoro e rendendolo più arduo, anche in presenza di opportunità che in Cina appaiono meno rare che in Italia.
Questa situazione finisce per indebolire la già vulnerabile posizione dei giovani, favorendo chi non raramente ne vuole approfittare, con casi diffusi di basse remunerazioni per il lavoro prestato non sufficienti per far fronte alle spese di vita correnti.
E’ però anche emerso come nonostante le difficoltà del periodo iniziale, che richiede comunque sacrifici, è possibile in Cina raggiungere successivamente con tempistiche tutto sommato veloci e grazie alle opportunità che offre il paese, per chi ha costanza e persevera nei propri obiettivi, posizioni professionali in genere anche molto soddisfacenti.
La Cina non è quindi l’Eldorado dell’immaginario collettivo, ma è sicuramente un’opportunità per ogni giovane che abbia voglia di mettersi in discussione e sia determinato nell’affrontare le difficoltà. Caratteristiche queste che si sono rivelate proprie a tutti i giovani italiani partecipanti a Forum.
Il professor Romeo Orlandi, VP di Osservatorio Asia, ha commentato le testimonianze dei tre relatori, apprezzandole e spiegando come il fenomeno della globalizzazione pur favorendo i soggetti più forti, finisca per trainare anche i più deboli, diventando un fattore di generale vantaggio. Il concetto si applica agli Stati, ma anche agli individui e qui in Cina il giovane qualificato puo’ forse trarre maggiori vantaggi dal fenomeno.
L’intervento del prof. Orlandi è stato molto apprezzato ed ha favorito un vivace dibattito finale.
Hanno dato un contribuito di materiali e informazioni sulla tematica dei giovani in Cina il Consolato Generale d’Italia a Shanghai e le associazioni giovanili AGIC e AGIM che operano anche a Shanghai.2
Circolo “16 dicembre” Pd Cina