Foto - Imagoeconomica

Alle amiche e agli amici del PD nel Mondo
Carissime, carissimi,
come sapete la Segreteria Nazionale del Partito Democratico mi ha chiesto di assumere la responsabilità del Dipartimento del PD nel Mondo.
Ringrazio il Partito per la fiducia riposta nei miei confronti ma soprattutto voglio ringraziare le tante e tanti compagni e amici che, nel corso degli anni, hanno saputo dare vita, grazie alla loro dedizione e alla loro intelligenza, alla più importante esperienza di organizzazione politica italiana all’estero, quella Partito Democratico.

 

Sin dagli inizi della mia ormai lunga esperienza politica ed in particolare negli ultimi due anni, ho avuto il privilegio di conoscere – ancora in maniera incompleta – tante delle attività dispiegate in tutto il Globo e di dare, in piccola misura una mano.
Nell’assumere questo impegno, a cui dedicherò tutta la mia passione, sono consapevole delle enormi potenzialità ma anche delle criticità che ci troviamo di fronte.

 

Le complessità della vita politica italiana, da ultime la formazione del nuovo Governo in cui, come è evidente, il PD gioca il ruolo primario di lavoro, di proposta e di coesione e una dolorosa scissione che ha rappresentato, anche per le nostre strutture all’estero, una dolorosa per quanto erronea divisione.

 

Le mutazioni dello stesso fenomeno dell’emigrazione italiana nel mondo ci pongono davanti a nuove sfide e a nuovi compiti che dovremo affrontare con coraggio e creatività.

 

E’ mia convinzione che il PD nel mondo sia due cose contemporaneamente: un riferimento per i nostri connazionali fuori dal Paese ma anche un’importante “istanza” del Partito stesso.

 

Il Partito Democratico, sia per chi ha avuto precedenti esperienze politiche sia per chi è “nativo” del PD, rappresenta una straordinaria esperienza politica e umana, bene prezioso per i suoi militanti e per gli interessi del nostro Paese e dei valori che rappresentiamo.

 

Chi mi conosce sa che sono orgoglioso del nostro Partito. Credo in un Partito che sappia essere, allo stesso tempo, plurale e coeso e che sappia trovare, in una fase cosi complessa, ogni giorno le ragioni di un impegno comune.
Lo voglio dire con chiarezza: io mi batto per un Partito in cui, ogni persona che creda nella politica e nei valori progressisti, si possa sentire pienamente “a casa sua”, rifuggendo sa ogni logica di esclusione.

 

A costo di apparire poco “laico” credo di interpretare il sentimento di tutti affermando che il Partito è, e deve essere, innanzitutto una Comunità includente.
Un Partito in cui ognuno è importante. A maggior ragione nella dimensione internazionale, in cui ci muoviamo, dove ogni energia ed esperienza è imprescindibile per il nostro bene comune.

 

Tra qualche giorno mi permetterò di scendere nel merito degli aspetti organizzativi e programmatici del nostro lavoro comune.
Per ora mi “limito” a dire che – e non solo per il pieno rispetto delle norme statutarie – ho bisogno – il Partito ha bisogno – dell’impegno, delle proposte, degli stimoli e delle critiche di ognuno. Non sono mai venuto meno a questo approccio e, meno che mai, intendo farlo ora.

 

A questo punto dovrei, come prassi, fare una lista di persone da ringraziare individualmente. Sarebbe troppo lunga e, certamente, farei incolpevoli omissioni.
Mi limito a dire, con convinzione che senza la dedizione di chi ha svolto egregiamente prima di me questo compito oggi non avremmo una realtà così importante. Tra i tanti voglio dire pubblicamente che non si potrà fare a meno del contributo di Eugenio Marino e Francesco Cerasani che hanno dato – e daranno – un impronta insostituibile al nostro lavoro.
Nella povertà di risorse materiali a nostra disposizione abbiamo però risorse umane straordinarie. So che non devo convincere nessuno ribadendo che è grazie a quanto ha fatto e farà la mitica Alessandra Fabrizio che la nostra struttura ha potuto mantenersi e svilupparsi in questi anni e che su di lei conteremo sempre.
I nostri parlamentari, i nostri amici negli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo, la fitta rete dell’associazionismo – tradizionale e nuovo – sono risorse su cui contare e da valorizzare.

 

Tanti impegni ci spettano già nelle prossime settimane: dalla Legge di Bilancio, alle riforme elettorali, al rafforzamento degli organi rappresentativi e così via.
Ma c’è un impegno che, al di là delle pure fondamentali contingenze, è per noi essenziale: cercare, sempre, di rappresentare bisogni e potenzialità dei nostri concittadini, delle nostre Comunità, del nostro Paese.
E’ una sfida che possiamo vincere solo tutti assieme.
Un forte abbraccio e grazie a tutti.

Luciano Vecchi