È una sfida a due, tra noi e i Cinque Stelle Enews di Matteo Renzi

Mancano 24 giorni alle elezioni e mentre l’Italia è giustamente stregata da Sanremo noi continuiamo con la campagna elettorale.

Qualcuno di voi mi ha scritto: qual è il vero obiettivo del PD?

 

Diciamolo con forza: noi vogliamo arrivare primi. Punto.
Vogliamo essere il primo partito, vogliamo essere il primo gruppo parlamentare.
La partita per il primo posto sul proporzionale, che assegnerà la grande maggioranza dei seggi, non riguarda Berlusconi e neppure Salvini. È una sfida a due, tra noi e i Cinque Stelle.

 

Nonostante tutti gli attacchi di questi giorni (dagli attacchi in rete di queste ore al folle che, a Macerata, non solo ha ferito sei persone ma ha sparato ad altezza d’uomo anche alla nostra sede), il PD è il vero punto di riferimento di chi vuole andare avanti. Di chi non vuole fermarsi.

 

Il PD è la vera forza tranquilla di questo Paese.
E quella che un tempo si chiamava maggioranza silenziosa degli italiani lo sa perfettamente.

 

Abbiamo le idee chiare su che cosa va fatto e qui trovate il volantino che andrà in cinque milioni di copie in giro per l’Italia. Gli altri lanciano promesse a vanvera, noi abbiamo un progetto concreto.

Gli altri promettono miracoli, noi abbiamo dalla nostra i risultati. A livello nazionale, ma anche in tanti comuni. Prendo un esempio a caso, tra i tanti che si stanno muovendo in queste ore: il segretario provinciale del PD di Parma, Nicola Cesari, è sindaco a Sorbolo e questo è il materiale che sta facendo girare nel suo comune. Dico a tutti i sindaci: forza, tutti al lavoro, tutti insieme.

 

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La partita per il primo posto è a due, dicevo.

Non c’è nessun altro che possa insidiare il primato o del Movimento Cinque Stelle o del Partito Democratico come primo partito, come primo gruppo parlamentare. Mettendosi insieme Salvini e Berlusconi, che pure litigano su tutto, adesso anche sul condono, sono competitivi sui collegi (un terzo dei seggi), ma non potranno mai essere il primo partito.

E allora diciamolo con forza. La sfida è con il Movimento Cinque Stelle (su cui segnalo questo articolo di Claudio Cerasa).

 

Loro vogliono una campagna elettorale giocata nel fango. Noi no. Ma se vogliono stare sul fango dobbiamo rispondere colpo su colpo. Abbiamo molti argomenti:

  • I Cinque Stelle parlano di trasparenza e poi nascondono i loro bilanci: a Torino, invece di governare, hanno falsificato il bilancio del comune, con annesse dimissioni in blocco dei revisori dei conti, fatto inedito nella storia repubblicana.
  • Quasi tutti i loro leader territoriali sono indagati o addirittura a processo ma hanno il coraggio di parlare, loro, di impresentabili. E se c’è uno che non si presenta proprio, quello è Di Maio, né ai confronti TV, né in Parlamento (30% di presenze in cinque anni, una media vergognosa. Giachetti, per intenderci, che è vicepresidente come lui, ha l’89% di presenze).
  • Stanno nascondendo alcuni candidati (segnatevi questi nomi: Cecconi a Pesaro, Cunial in Veneto, Dessì in Lazio, ma ricordatevi che siamo ancora all’inizio). Sarebbe interessante domandarsi il perché.
  • Utilizzano i fondi parlamentari europei in modo illegittimo: sono ancora incerti se restare nell’Euro ma intanto utilizzano gli euro dei rimborsi di Strasburgo in modo scorretto. Per la stessa cosa Macron ha fatto dimettere due ministri.
  • Nascondono senza troppa fortuna le impronte digitali dalle Fake News (a proposito: qui il terzo report sulle fake news. Scaricatelo, se vi va. Nel prossimo, e ultimo, troverete i fili e i collegamenti di tutto ciò che abbiamo pubblicato in queste settimane e vi verrà da ridere. O da piangere, dipende).

 

I grillini sono questo. Un partito che insulta gli italiani come ha fatto ieri Alessandro Di Battista (ha detto che vede gli italiani “rincoglioniti”, perfetto il commento di Bonifazi qui). Ma noi dobbiamo rilanciare sull’idea di Italia che abbiamo, sulla visione alta.

 

Io voglio fare una campagna elettorale parlando di Pompei e delle colonnine elettriche, di Industria 4.0 e di fondi per la non autosufficienza, di diritti e di capitale umano. Ma nessuno deve scambiare la nostra responsabilità con la paura: se vogliono il fango, risponderemo colpo su colpo. Quindici su quindici come dicono i tennisti.

 

Cosa vi chiedo:

  1. Vi chiedo di andare nelle abitazioni private, casaxcasa come ho iniziato a fare io ieri, per parlare con le persone. Ci sono centinaia di migliaia di indecisi e questo è il momento per farsi sentire. E a chi dice: bene i 100 piccoli passi concreti, ma serve anche un ragionamento più ampio sul futuro, chiedo di segnare in calendario la data del 22 febbraio prossimo. Sarà un giorno importante per parlare di futuro.
  2. Vi chiedo di raccogliere l’appello a iscriversi tra i volontari del PD. Da lunedì inizieremo a mobilitare gli oltre 30.000 volontari che si sono iscritti cliccando qui. Ci date una mano? Arriviamo a quota 62mila?
  3. Vi chiedo di finanziare la campagna elettorale dal basso, attraverso piccole donazioni private, tutte trasparenti e legittime. Abbiamo attivato una modalità innovativa di raccolta fondi: potrete collegare infatti il vostro contributo a uno dei principali temi su cui stiamo basando la nostra campagna elettorale. Oltre alla donazione classica, potete infatti scegliere di sostenere la sfida che vi sta più a cuore o aiutarci a realizzare concretamente un evento nella vostra città. La piattaforma per donare anche un piccolo contributo si trova qui.

 

Grazie, grazie di cuore a tutti.
Come dico oggi in una intervista a La Nazione grazie è la parola più bella in politica. Anche se la usano in pochi.

 

Intanto alcuni appuntamenti pubblici di queste ore.

 

Oggi 8 febbraio

  • Alle 16.30 rispondo alle domande di Skuola.net.
  • Alle 18.30 in diretta con Bianca Berlinguer a Carta Bianca.

 

Domani 9 febbraio

  • Alle 12 torna il MATTEO RISPONDE con le domande più cattive delle ultime settimane cui proveremo a dare risposta. Scrivete a matteo@matteorenzi.it con oggetto #MatteoRisponde.

Sabato 10 febbraio

  • Alle 17.30 sono a Perugia con le candidate e i candidati umbri al Centro Congressi Aldo CAPITINI.

 

Domenica 11 febbraio

  • Alle 11 biciclettata con amici e famiglie dalle Cascine al Parco dei Renai. Parliamo di ambiente e sostenibilità nel mio collegio, in una delle aree metropolitane più verdi d’Europa (c’è chi fa il condono edilizio e chi fa il piano strutturale a volumi zero).
  • Alle 13 pranzo alla Casa del Popolo di Tripetetolo (Lasta a Signa).

 

Lunedì 12 febbraio

  • Alle 12 insieme a Marco Minniti incontriamo tutti i sindaci toscani del PD. E parliamo di sicurezza, a testa alta.
  • Alle 13 pranzo con Minniti al circolo Vie Nuove.
  • Alle 20.30 partecipo a Otto e Mezzo.

 

Pensierino della Sera. Su Macerata abbiamo detto fin dal primo giorno che la nostra posizione è quella di abbassare i toni, come ha giustamente evidenziato il sindaco della città, il nostro bravo Romano Carancini. Qui trovate il mio post. Vedo che qualcuno continua a soffiare sul fuoco, in modo irresponsabile. Una piccola proposta, allora. Nei tavolini che faremo in questo fine settimana, consegnando il materiale dei cento passi concreti e dei candidati, chiedo a tutti i dirigenti del PD di raccogliere l’appello del segretario di Reggio Emilia, la città del Tricolore. Mi piacerebbe che in ogni tavolino del PD, questo fine settimana, accanto alla bandiera del PD ci fosse un Tricolore. Perché la bandiera nazionale rappresenta tutti noi e non un potenziale killer neofascista che si copre le spalle con quella bandiera. Il tricolore è di tutti ma non dei potenziali killer neofascisti. Sabato saremo nelle piazze con i nostri volantini (#banchettiPD). E con il Tricolore. Senza polemiche, perché il Tricolore è di tutti. Ma senza lasciarlo a chi lo infanga, lo insulta, lo strumentalizza.

 

Viva l’Italia, amici.

E adesso andiamo a vincere. Possiamo e dobbiamo essere i primi. Avanti!

 

Un sorriso,
Matteo