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«La flat tax sarebbe una stangata micidiale per il ceto medio».
 

Perché farebbe scendere le entrate dello Stato, che potrebbe tagliare i servizi?

 
«Anche. Ma soprattutto perché abbasserebbe le tasse ai ricchi, che da noi già pagano meno che altrove visto che non abbiamo patrimoniale o una forte tassa di successione. E colpirebbe tutti gli altri che invece pagano più che all’estero».
 
Yoram Gutgeld, è il commissario del governo alla spending review. E critica la riforma fiscale promessa dal centrodestra, la tassa fissa (al 23% per Forza Italia, al 15% per la Lega) che prenderebbe il posto delle aliquote Irpef oggi in vigore, dal 23% al 43%.
 

Renzi dice che la flat tax sarebbe come un Robin Hood all’incontrarlo. Perché?

 
«Significherebbe far risparmiare a chi guadagna un milione di euro circa 200 mila euro. Mentre per chi di euro ne guadagna 5o mila il risparmio sarebbe solo apparente».
 

Apparente, in che senso?

 
«Berlusconi dice che le minori entrate per lo Stato sarebbero compensate con i tagli ai trasferimenti alle imprese e alle agevolazioni fiscali. E qui che arriverebbe la stangata sul ceto medio».
 

Perché?

 
«Il biglietto del bus passerebbe da 1,5 a 5 euro, perché parte dei trasferimenti alle imprese sono sussidi al trasporto locale. Le poste non consegnerebbero più nei piccoli centri, perché quello è un servizio in perdita finanziato dallo Stato. Le ferrovie non investirebbero più perché i soldi sempre dalle casse pubbliche arrivano. Sono tutti colpi al ceto medio. E con le agevolazioni è ancora peggio».
 

Perché ancora peggio?

 
«Significherebbe probabilmente togliere il bonus da 8o euro, rimettere l’Imu sulla prima casa, eliminare l’Iva agevolata per l’acquisto della prima casa, che passerebbe dal 4% al 10%».
 

Però la flat tax farebbe emergere l’evasione fiscale…

 
«Falso. La flat tax non farebbe emergere molto perché il grosso dell’evasione arriva dall’Iva, esclusa dalla proposta. Se vado da un evasore, gli dico tu mi dovevi ioo ma adesso mi accontento di 93, perché ora dovrebbe pagare? L’evasione c’è perché l’economia italiana è fatta di piccoli operatori che subiscono un accertamento ogni 20 anni. Dal loro punto di vista conviene rischiare. Per questo abbiamo introdotto sistemi ben più efficaci come lo split payment, dove il privato incassa dalla pubblica amministrazione già al netto dell’Iva. O l’obbligo della trasmissione telematica delle fatture che consente l’incrocio dei dati».