“Abbiamo discusso a lungo e ci sono stati anche momenti di confronto complesso. Alla fine siamo riusciti a trovare una sintesi capace di raccogliere il meglio delle tre proposte di legge. E’ un testo che parla a questo tempo, perché poche settimane fa quest’Aula ha licenziato un poderoso Piano per la ripresa e la resilienza del nostro Paese.

 

Risorse importantissime, sfide che guardano al futuro e alle nuove generazioni, che parametrano una buona e innovativa crescita economica e sociale attraverso la chiave del green deal, della riduzione dei divari di genere, generazionali, territoriali. Rafforzeremo imprese, infrastrutture, servizi, modernizzeremo la Pa. Ma dentro a quel piano di parla anche di borghi, di aree interne, di presidio di prossimità.

 

In quelle realtà, se lasciano le piccole attività contadine, non resta niente. Per questo con il testo di legge si lavora con attenzione per definire e sostenere queste realtà, a partire dalla loro funzione di contrasto allo spopolamento. Lo si fa raccogliendo le indicazioni delle convenzioni internazionali, evidenziando la funzione agroambientale e agroecologica di questa forma di azienda, valorizzando la storia e la cultura contadina e mezzadrile, evidenziando la funzione di recupero dei terreni agricoli abbandonati e sostenendo forme di ricomposizione fondiaria“.

 

Così la vicepresidente della commissione Agricoltura alla Camera e responsabile Pd per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Susanna Cenni, è intervenuta in Aula per esprimere il voto favorevole del Gruppo Pd alla proposta di legge su tutela e valorizzazione dell’agricoltura contadina.

 

“La legge- spiega la deputata dem– chiarisce la dimensione di impresa, prevalentemente ma non esclusivamente familiare, richiama le tecniche colturali non industrializzate, quelle di trasformazione legate a tradizioni locali, iscritte in apposito registro promosso dal Mipaf. Prevede alcune semplificazioni adottabili dalle Regioni in materia di trasformazione, vendita diretta, partecipazione ai mercati, perché è del tutto evidente che questo tipo di agricoltura non può far fronte agli stessi adempimenti della imprese di altre dimensioni. Prevede la possibilità di assegnare terreni incolti anche al fine di conservare il suolo e la fertilità alle aziende contadine, con priorità ai giovani agricoltori, e, grazie a un nostro emendamento anche alle donne conduttrici. Raccogliendo quindi anche gli indirizzi del Pnrr.

 

Credo sia giusto – conclude – dedicare questa approvazione ad Agitu, l’allevatrice etiope trapiantata in Trentino, tragicamente scomparsa, la cui esperienza di vita incarna le ragioni di questa legge“.