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«Abbiamo trovato una nave alla deriva e ora lavoriamo con serietà per riprendere la rotta», premette Enzo Amendola ministro democrat agli Affari Europei che aggiunge: «Per questo da Matteo Renzi, che ha sempre accusato di essere vittima del fuoco amico, ci si aspetterebbe meno sortite quotidiane». E avverte: «Il Pd sta offrendo serietà e credibilità ma la pazienza non è infinita…».

Ministro Amendola, Zingaretti è costretto a chiedere: “Ma c’è qualche altro leader che difende l’esecutivo oltre a me?”.

«Il segretario ha difeso l’operato della ministra Lamorgese contro la propaganda della destra di Salvini che parla di un’invasione. Ma grazie a questo nuovo governo si è riorganizzata una prima solidarietà in Europa e dato vita ai rimpatri che negli ultimi 15 mesi nessuno aveva fatto. E mentre il Pd difendeva la ministra, gli altri alleati facevano le pulci alla manovra di Bilancio del proprio stesso governo. Mi pare che l’uscita di Zingaretti sia stata un richiamo all’ordine sin troppo educato poiché è l’unico a contrastare la propaganda dell’avversario».

Ogni giorno sembra la vigilia della crisi. Ma il governo dura?

«Noi abbiamo sempre detto che sostenere questo governo era un dovere verso un Paese con i conti fuori regola. Una nave alla deriva con il “capitano” Salvini che l’aveva abbandonata senza nemmeno spiegare come avrebbe ripagato i debiti. Il Pd sta lavorando con serietà per ricostruire una politica di stabilità e crescita, investimenti sull’ambiente e politiche sociali inclusive. La legge di Bilancio di Gualtieri oggi sembra quasi una passeggiata ma due mesi fa nessuno della vecchia maggioranza aveva detto come avrebbe abbassato le tasse e non aumentato l’Iva che sarebbe costata centinaia di euro l’anno alle famiglie italiane. Per questo invece di sostenere l’azione riformatrice del governo, dalla maggioranza ogni giorno provengono continui rilievi che non fanno certo bene. È compito come sempre del Parlamento modificare e migliorare le norme ma è alquanto fuori luogo che ogni vertice della maggioranza si conclude con l’accordo e subito dopo parte una batteria di tweet e distinguo. Il Pd offre soluzioni ad ogni ostacolo ma la pazienza non è infinita. E dopo questo governo è evidente che non è possibile, in questa legislatura, nessun altro esperimento».

E le critiche arrivano sempre dai cugini di Italia Viva.

«Tutti abbiamo avuto rispetto per la scelta di Renzi di fondare il suo partito personale e nessuno di noi ha mai utilizzato rancori o ricordi del passato per delegittimare una strada politica propria. Ma se dobbiamo sintonizzarci sul futuro, proprio da uno come Renzi che ha sempre sollevato il tema del fuoco amico, ci si aspetterebbe verso Conte e la coalizione molta più attenzione e non le sortite quotidiane».

La manovra basterà a darci una nuova immagine con l’Europa che comunque ci ha chiesto chiarimenti?

«Quella della commissione è un atto dovuto: è stata inviata anche ad altri Paesi. Ma è evidente come questo governo ha uno stile di dialogo con Bruxelles completamente differente: sono finiti i tempi degli insulti e dei proclami che, in termini e di spread e di credibilità sui mercati, abbiamo già pagato in maniera salata. Noi adesso siamo impegnati a discutere con l’Europa il prossima QFP, il bilancio europeo dei prossimi anni: negoziamo tutte le misure per sostenere investimenti, economia circolare e gestione strutturale dei flussi migratori. Questo è il banco di prova per la nuova commissione e il Parlamento europeo. E per l’Italia è meglio essere seduti al tavolo con proposte concrete invece che gridare nelle piazze contro Bruxelles senza ricavarci nulla».

Lei è stato a Londra per la Brexit. I nostri connazionali in Gran Bretagna sono molto preoccupati del futuro.

«Noi stiamo seguendo tutto percorso accidentato della Brexit in maniera coesa con i nostri partner europei. Abbiamo più di 700mila italiani che vivono in Uk e un notevole surplus commerciale. Al rispetto per le scelte britanniche che valuteremo dopo le prossime elezioni, seguirà il lavoro per gestire in maniera ordinata questo processo. Ma fa piacere notare come in Italia quelli che inneggiavano a una Brexit nazionale con magliette e bandiere contro l’euro, oggi hanno fatto scomparire slogan e tweet».

Una sonora sconfitta in Umbria ma siete ancora decisi ad alleanze con i grillini nelle Regioni.

«In vista delle regionali, abbiamo sempre privilegiato alleanze larghe, civiche e progressiste per fermare una destra che avanza solo con slogan ed esaltazione delle paure. E proposte zero. Questo è quello che faremo anche per le prossime alleanze regionali, sempre con umiltà e attenzione per i territori. Sta alle altre forze, anche quelle che condividono l’esperienza del governo Conte come i 5 stelle, decidere da che parte stare e quale è la loro scelta di campo per fermare la destra. Perché con tutto il rispetto non credo che stare in panchina sia la soluzione più efficace»