Martina: è un governo di destra, saremo l’alternativa popolare

 

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E oggi, alla Camera, è intervenuto il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina.

Quello di M5s e Lega “è un governo di destra e dovete avere l’onestà e la chiarezza di dirlo“. Un governo “populista” ma non per questo “popolare”, ha detto. E il Pd è pronto a “dare battaglia” per “difendere la democrazia liberale” e la “collocazione internazionale dell’Italia”, per contrastare le ipotesi di “condono mascherato”, di “discriminazione dei bambini negli asili nido”, di una “controriforma fiscale”.

Saremo l’alternativa popolare, sociale affidabile; la buona politica con lo sguardo lungo“. In sintesi: “A voi il dovere di fare fino in fondo i conti con la realtà. A noi il compito di dare ancora agli italiani il senso di un destino comune”.

Contratto di governo non è un progetto per il futuro del Paese

A giudizio di Martina, “il contratto di governo serve a voi per stare insieme, non è un progetto per il futuro del Paese. Non c’è nulla di utile a costruire una traiettoria di futuro. È una gigantesca cambiale che pagheranno i giovani, perché scarica su di loro i costi e le responsabilità.

Il contratto è iniquo per le scelte che propone e se deciderete di presentare un condono mascherato noi daremo battaglia; se deciderete di discriminare i bambini negli asili secondo la nascita, noi daremo battaglia; se deciderete di fare una controriforma fiscale dove chi ha di più paga di meno, noi daremo battaglia.

Un governo di destra

Altro che destra e sinistra non ci sono più, signor presidente… -ha detto rivolto a Giusepep Conte – si sono incaricati i suoi ministri di spiegarle che questa differenza c’è ancora, quando si dice quello che si sta dicendo su tasse, immigrazione, lavoro. È un governo di destra e dovete avere l’onestà e la chiarezza di dirlo.

Lo dimostrano le reazioni di Le Pen e Farage, degli stregoni del populismo di destra americano, del pensiero conservatore più estremo. Noi daremo battaglia per difendere la collocazione internazionale dell’Italia che dal ’48 in poi ha garantito pace e cooperazione.

Difenderemo la democrazia italiana

È la nostra storia e il nostro futuro. E difenderemo la democrazia liberale italiana, figlia della Resistenza, di Spinelli, De Gasperi, di Kohl, altro che Le Pen. E daremo battaglia sui dazi di Trump: starete con gli operai di Alcoa e di Terni, o con il sovranismo?”.

Sempre rivolto a Conte, Martina ha aggiunto: “Lei ha definito il suo governo populista. È legittimo, ma populista non significa popolare. Per noi l’alternativa è costruire una forza popolare, che risolve i problemi anche quando non si prendono applausi facili.

Noi costruiremo un’alternativa concreta: subito l’allargamento del ReI, subito il salario minimo legale, subito l’assegno universale per le famiglie con figli. Si possono fare ora, sono finanziabili e concreti. Noi saremo l’alternativa popolare, sociale, affidabile; saremo la buona politica coi piedi per terra e lo squardo lungo, saremo l’ascolto e la proposta.

Abbiamo il dovere di dare agli italiani il senso di un destino comune

A voi il dovere di fare fino in fondo i conti con la realtà. A noi il compito di dare ancora agli italiani il senso di un destino comune“.

L’intervento di Martina si è aperto con i ringraziamenti al presidente della Repubblica e alla senatrice a vita Liliana Segre.

Mai più leggi speciali

“Voglio ringraziare di cuore il presidente Mattarella e chiedere anche a nome vostro ancora una volta scusa per le parole e gli atteggiamenti che avete avuto, per le ingiurie e le provocazioni. E voglio ringraziare di cuore la senatrice Liliana Segre e dire che anche qui le sue parole riecheggiano e sono un impegno per tutti noi: mai più leggi speciali, mai più leggi discriminatorie.

Altro che banalizzare quello che è successo in Calabria, altro che liquidarlo come un fatto che devi richiamare perché costretto a farlo”.

La diretta della fiducia al governo Conte al Senato

 

Il Pd voterà no alla fiducia al governo giallo-verde-nero. La nostra opposizione sarà rigorosa, in nome dell’Italia, nell’interesse dell’Italia e dell’Europa”. Lo ha detto il capogruppo del Pd Andrea Marcucci in aula al Senato.

Governo giallo-verde con forti venature di nero

“Sono passati tre mesi, a voi non sono bastati 90 giorni per arrivare dove siamo oggi, avendo bloccato il Paese. Non per fare un accordo politico, quello c’era già, era lì da settimane, la difficoltà è stata la spartizione delle poltrone. Questo è grave”, ha detto ancora, denunciando la nascita di un “governo giallo-verde con forti venature di nero, lo ha confermato Marine Le Pen se ve ne fosse stato bisogno”.

“Il suo discorso di oggi e la replica successiva – ha detto ancora rivolgendosi direttamente al premier Conte – mi fanno avere dei dubbi sulla sua effettiva autonomia, che è una prerogativa costituzionale. Per i suoi vicepresidenti dovremo coniare una nuova figura: i presidenti associati. Il premier non può essere e apparire portavoce di altri, non lo faccia, non vogliamo così l’Italia rappresentata nel mondo”.

Opposizione PD non sarà offensiva come la vostra

“Professor Conte – ha concluso – non la invidio, le auguro di far bene. Hanno messo il suo nome a prometter mari e monti. Non vi ripagheremo in egual moneta, non violenteremo le aule parlamentari, non offenderemo le istituzioni come avete fatto per anni. Per il Pd l’Italia viene davvero prima di tutto il resto e non avremo problemi a riconoscere i risultati qualora venissero”.

“Il Pd ha governato 5 anni, siamo orgogliosi dei nostri risultati, la sfidiamo a fare meglio, con i fatti non con le fake news e non con la vostra industria privata del fango”.

Un contratto di governo scritto con inchiostro simpatico

“Questo contratto è scritto con inchiostro simpatico garantito da un assegno a vuoto” ha detto invece Matteo Renzi nel suo intervento spiegando le ragioni del No alla fiducia.

“Non so -ha aggiunto- se è il governo del cambiamento intanto è cambiato il vocabolario: quello che si chiamava inciucio oggi si chiama contratto. Non so se cambierete il Paese. Intanto avete cambiato vocabolario“.

 

Ministro Trenta sarà convocata dal Copasir

Renzi ha poi ha annunciato che il Pd convocherà al Copasir la ministra della Difesa Elisabetta Trenta “perchè chiarisca”. Il riferimento riguarda diversi aspetti del suo curriculum.

In un passaggio anche un invito al vicepremier: “a Salvini voglio parlare da padre a padre: ora rappresenti il Paese, non possiamo permetterci di creare polemiche. Salvini ci dia una mano, ora è responsabile della sicurezza di tutti noi, parli da padre sapendo che i figli ci ascoltano”.

 

Delrio: presidente, non parli di cose che non conosce, prima studi

Infine un fermo e appassionato richiamo è arrivato dall’intervento del capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio.

Il presidente del Consiglio deve essere “umile”, Giuseppe Conte non può “dare lezioni”, prima deve studiare.

“Le premesse su cui si basa il suo programma – ha detto Delrio – rendono impossibile il voto di fiducia. Non venga a parlare in quest’aula di cose che non conosce, sia umile. Lei ha parlato della presentazione di documenti una vola sola per gli imprenditori: decreto 126 del 2016; della mappatura dei provvedimenti, decreto 122 del 2016; delle nomine non politiche dei direttori sanitari, decreto 126 del 2017. Studi, abbia l’umiltà di studiare. Non venga qui a fare lezioni. Prima studi“.

 

 

“Presidente Conte, lei si presenta dicendo che è l’avvocato degli italiani, come rappresentante del popolo contro le élite. Ha rivendicato di essere populista ma in nome del popolo in questo Paese sono stati commessi delitti orrendi, approvate leggi razziali, in Europa sono stati commessi genocidi. Tutti i grandi dittatori lo fanno in nome del popolo. Parlo della storia e non di voi”.

 

Gli interventi in aula dei senatori Pd

Gli interventi dei senatori PD in Aula per la discussione sulla fiducia al Governo Conte