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“Brugnaro consegna Venezia chiavi in mano a Salvini e Meloni: non ha margini di autonomia”. Lo afferma Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’Economia, candidato per il centrosinistra a Venezia, nell’intervista a Repubblica.

Baretta non ritiene quella di Venezia una sfida impossibile: “sono cambiate molte cose. La percezione che sia una sfida impossibile fa i conti con il fatto che cinque anni fa Brugnaro si presentò come candidato civico, oggi invece è candidato della destra. Le chiavi di Venezia le ha consegnate a Salvini e Meloni. Inoltre lo scarto tra le promesse e i fatti è evidente. E poi con la pandemia è cambiato tutto e le scommesse sono diverse dal passato. La strategia di sostenere il turismo di massa non funziona più”.

La stagione di Venezia, ex roccaforte rossa è archiviata?

“Tutta la politica si deve confrontare con le novità. Il centrosinistra questa volta ha dalla sua il valore di una coalizione molto ampia che va da Calenda, Renzi, Pizzarotti, a Volte e al Pd fino ai Verdi, Articolo l e Rifondazione. Questa coalizione stessa rappresenta una novità”.

Bisogna invertire la percezione di una Venezia che si svuota e muore avallata da questa amministrazione, sostiene Baretta: “Venezia è una città viva anche se fiaccata dalle difficoltà economiche. Ma può rinascere. Venezia con troppi turisti soffoca e senza turisti muore. Ci vuole un turismo di qualità”.

Questione Grandi Navi. Da sindaco come si regolerebbe?

“Basta le Grandi Navi davanti a San Marco: prima si tolgono e meglio è”.

Mose, era presente all’innalzamento delle paratoie, cosa gliene pare?

“I problemi tecnici sono in via di soluzione. Se a novembre scorso fosse stato già funzionante, non ci sarebbe stato il disastro dell’acqua alta”.