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Gianrico Carofiglio, chiamato dal Pd a spiegare in Parlamento sui fondi russi alla Lega, Matteo Salvini rinvia. Difficile fare opposizione in queste condizioni?

«Quello che sta accadendo – ma credo che le notizie su questo scandalo ci riserveranno ulteriori sorprese – penso sia una grande opportunità per un’opposizione intelligente, dunque non va sprecata. Per non sprecarla sarebbe necessario applicare alcuni principi di strategia alla lotta politica, non semplicemente delle trovate tattiche».

 

Cosa intende?

«Quello che ci insegna il primo – forse anche il migliore – manuale di strategia della storia: L’arte della guerra di Sun Tzu. È di suprema importanza spezzare le alleanze del nemico, mentre è un grave errore consentirgli di rinsaldarle. E aggiunge: la scelta peggiore è assediare le città fortificate».

 

Quindi, il Pd dovrebbe blandire e allearsi con i 5Stelle?

«Affatto, tutto il contrario. L’abnorme alleanza di governo è in grave difficoltà e l’errore che non bisogna fare, se si ha consapevolezza strategica, è dar loro l’opportunità di serrare le file, cosa che accadrebbe se ci fosse la mozione di sfiducia».

 

Il Pd però è diviso tra chi, i renziani, vuole presentare subito la mozione di sfiducia a Salvini e chi, come il segretario Zingaretti, ritiene non sia la mossa giusta.

«Questo è un problema di natura strategica ma che evoca anche il tema delle regole che disciplinano la vita di un partito. Una scelta come quella di proporre una mozione di sfiducia al ministro di maggior peso del governo, secondo me non va
discussa sulle pagine dei giornali dagli appartenenti a un partito. È legittimo discuterla nelle sedi politiche appropriate. Poi però c’è un vertice del Pd – il segretario – ed è lui a dover decidere. L’ipotesi della mozione di sfiducia garantirebbe, in questo momento, proprio quell’impunità che si vorrebbe – o si
dichiara di volere – evitare».

 

La mozione di sfiducia è un autogol?

«Per restare alle citazioni di Sun Tzu, una operazione militare ha il sopravvento quando è come una pietra scagliata contro un uovo. La mozione di sfiducia in  questo momento non sarebbe una pietra e la maggioranza, rinsaldata da quella mozione di sfiducia, non sarebbe un uovo».

 

Davanti alla crisi di nervi a giorni alterni di Salvini e Di Maio, come si deve comportare una opposizione per essere efficace?

«Rendendo sempre più evidenti e insostenibili le contraddizioni di questa maggioranza. Non facendogli il regalo di poterle occultare in un dibattito sulla mozione di sfiducia che, ovviamente, verrebbe respinta. Con il rischio che anche forze non in maggioranza – Fratelli d’Italia e forse Forza Italia – votino per Salvini. Il più classico degli effetti boomerang».

 

Da magistrato, come giudica Moscopoli?

«Non ho gli elementi per esprimere una opinione sugli aspetti penali. Se ne occupa la Procura di Milano. Ma c’è un’opportunità politica che non va dissipata con una mozione di sfiducia intempestiva. Ad onta degli ultimi sondaggi sono convinto che questa vicenda stia minando la coesione della maggioranza e la capacità di resistenza – politica ma anche nervosa – di Salvini».