Stefano Carofei / Imagoeconomica

Emanuele Fiano, Pd, è uno dei relatori della legge elettorale proporzionale proposta dalla maggioranza. Che ne pensa della decisione della Consulta?

«Penso che quando la Corte sentenzia si ascolta quello che dice e si rispetta, questo succede nelle democrazie liberali e nel sistema di divisione dei poteri».

E invece?

«E invece c’è chi come Salvini pensa che abbaiare alla luna gridando allo scandalo e rimpiangendo regimi illiberali come quello di Orbàn o di Putin sia una cosa normale».

La Corte ha usato l’aggettivo «manipolativo»: perché secondo lei?

«Perché il quesito contrastava con la chiarezza che leggi devono avere, non avrebbe portato a una legge autoapplicativa, il che è fondamento di giurisprudenza costituzionale. Anche per questo la Lega ha aggiunto le proprie firme per non fare entrare in vigore subito la riforma del taglio dei parlamentari, perché sperava che la Corte accogliesse il ragionamento che comunque ci sarà una delega al governo per ridisegnare i collegi. Hanno fatto male i conti. La Corte dice il contrario, la legge deve essere immediatamente autoapplicativa».

La Lega sostiene anche il ritorno al Mattarellum.

«Mi fa sorridere la tesi del partito del maggioritario, che sostiene che questi sistemi danno sempre la certezza del governo e i sistemi proporzionali invece no. Io ho sostenuto i governi Prodi, caduti dopo due anni, a maggioranza eletta con un maggioritario, che si sgretolava per l’eccessiva eterogeneità dei gruppi che ne facevano parte: ogni sistema ha i suoi pro e i suoi contro».

Come risponde alle critiche che state confezionando una legge su misura della maggioranza?

«Appena un mese fa lo stesso Salvini ha detto di essere favorevole a un proporzionale con uno sbarramento. E ricordo anche che la Lega ha prodotto il Porcellum per cancellare il Mattarellum, che ora ripropongono. Il problema è che non decide Salvini quando si deve andare a votare. Noi siamo aperti al contributo delle opposizioni, se non faranno ostruzionismo siamo pronti a un percorso spedito».