“Immaginerete lo stupore quando mi è stato chiesto di assumere un ruolo così importante. Lo stesso di tanti nel leggere il mio nome, quello di molti di voi che non mi conoscono.
Ed è proprio in questo stupore mio, vostro e di tantissimi che risiede la potenza di questa scelta. Scelta che io incarno ma che ha una valenza che oltrepassa totalmente la mia persona”. Così in apertura del suo intervento all’Assemblea nazionale  Valentina Cuppi, neoeletta presidente del Partito democratico.

La sindaca di Marzabotto succede a Paolo Gentiloni nella presidenza del Partito democratico.

 

“È un momento in cui riaffermiamo con passione che la politica non è qualcosa di avulso dalla vita delle persone  che non è affatto qualcosa di cui le persone debbano diffidare, che la politica riguarda costantemente la vita di tutti noi.
È l’incontro vero e concreto con i bisogni e le necessità di tutti, è ascolto, è confronto, è partecipazione. E i sindaci questo incontro ce l’hanno tutti i giorni.

 

“La memoria non risiede solo in luoghi fisici, è il motore dell’azione di tutti coloro che oggi prendono parte, prendono posizione e lottano per l’eguaglianza, per l’universalità dei diritti.
Sono le partigiane e i partigiani di oggi. Studentesse e lavoratori, disoccupate e precari, lavoratrici autonome e pensionati. Certo, combattono in modo diverso.

Lo fanno pacificamente nelle piazze, lo fanno nelle associazioni, nel terzo settore, nel mondo del volontariato. Nei partiti e nei sindacati. Lo fanno anche nelle istituzioni”.

“Sono veramente felice ed onorata di essere parte di questo presente, di toccare con mano questa enorme generosità con la quale il Segretario Zingaretti, il Partito democratico, una comunità così grande, decide di tendere la mano.
Perché di fronte all’odio, alla disumanità, al razzismo, alla ferocia della peggior destra che la mia generazione abbia mai conosciuto – afferma con forza Cuppi – è arrivato il tempo di prendersi per mano, di unire e non dividere, di allargare e non restringere.

“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne da soli è l’avarizia. Sortirne tutti insieme è la politica” diceva Don Milani, 
“e io sono felice – ha concluso la Presidente del PD – di essere qua per poter ribadire che l’unico modo per uscirne, l’unico modo per ridare dignità alla buona politica, l’unico modo per costruire un’Italia migliore, è farlo insieme. Perché insieme tutto è possibile”.