«Né sindaco, né presidente, ma sindaca». Così a Marzabotto, sull’Appennino bolognese, chiamano Valentina Cuppi, 37 anni, eletta presidente del Pd il 22 febbraio scorso, con mossa a sorpresa di Zingaretti.

A proposito, Zingaretti come sta?

«Meglio. Lo sento spesso, a breve tornerà in pista, intanto Orlando lo sta sostituendo quando serve, il partito sta funzionando».

Loro a Roma, lei e gli altri sindaci in trincea con l’emergenza virus da affrontare: non le sembra che la politica in questi giorni vada a una doppia velocità?

«Non conta la velocità, conta la direzione in cui si deve andare. Zingaretti deve guidare il partito. Io, al momento, occuparmi di Marzabotto. Abbiamo avuto un caso proprio ieri, il primo, quindi dobbiamo stare molto attenti a rispettare le regole e a tenere monitorata la situazione. Giro casa per casa, mantenendo le distanze, ascoltando e spiegando».

I suoi concittadini cosa le chiedono?

«Alcuni reclamano il bisogno e la voglia di andare a lavorare. Li capisco, vedono che sto lavorando anch’io. Alle donne dico che posso permettermelo perchè ho a casa mio marito che si occupa del bambino, visto che a lui il congedo parentale è concesso. Ma i bisogni più piccoli sono i più importanti: la spesa, le medicine. Quelle, finché possiamo, ai più anziani le portiamo noi».

Da un mese è presidente del Pd, da un mese la politica è totalmente assorbita dall’emergenza Coronavirus. Visto da Marzabotto, lo scenario come appare?

«Il mio impegno quotidiano in paese non lo posso fare in smartworking, il mio ruolo da presidente invece, per fortuna, sì. Lo scenario? Questo è il governo che per primo in occidente ha affrontato il Coronavirus, e anche solo a giudicare dal fatto che tutti gli altri paesi europei hanno seguito il nostro metodo o si apprestano a farlo, direi proprio si possa dire che il governo stia facendo il suo dovere. Adesso è stato anche trovato un accordo con i sindacati, era una cosa molto importante».

Appena eletta ha detto che mai come oggi si era in presenza di una destra pericolosa. Come giudica l’atteggiamento dell’opposizione?

«L’opposizione in casi come questo ha l’occasione di contribuire a risolvere un problema più grande del posizionamento, spero che la colga».

Tornando al governo, delle ordinanze a tarda sera, sia nazionali che regionali, da sindaca che ne pensa?

«Non vedo il problema, onestamente. Prima si informano i cittadini, meglio è. L’importante è spiegarsi e farsi capire bene. Questo chiede la gente, questo la politica deve fare».

La politica è stata accusata di aver lasciato vuoto il parlamento in un momento cruciale.

«Certo che le Camere debbono funzionare, purché anche lì si tuteli la salute di chi ci va, altrimenti lavorino da casa. La salute prima di tutto, in parlamento e in fabbrica, anche per garantire la ripresa economica quando tutto questo sarà finito».

E quando tutto questo finirà cosa si aspetta dalla politica, e come cercherà di indirizzarla?

«Mi aspetto si possano fare riflessioni sui nostri stili di vita e sulla nostra scala di valori. Ma soprattutto mi aspetto che non si debba discutere troppo sulla assoluta necessità di rinforzare il sistema sanitario nazionale. Sarà anche l’occasione perché la Ue torni ad avere il ruolo che avevano pensato i fondatori, di sostegno e solidarietà tra popoli».

Diceva dei nuovi stili di vita e valori: nella sua quotidianità ha già pensato a cosa cambierà?

«Sto già cambiando, adesso per esempio mi faccio la pasta e il pane in casa, come faceva mia nonna».

Le vengono bene?

«Venivano meglio a mia nonna».