“Un attimo che sistemo mio figlio sul seggiolino e poi parliamo”.

La voce di Paola De Micheli, ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture scompare per qualche secondo. Quando ritorna, il figlio è al sicuro, il marito ingrana la marcia e lei può parlare.

Seggiolino antiabbandono ovviamente?

«Sì, trovato subito, ammetto»

Una fortuna, a giudicare dalle proteste arrivate.

«Ci sono stati più problemi nelle grandi città che nelle piccole, ma è evidente che non tutto è andato liscio. Sappiamo che sono in corso le consegne da parte dei produttori. Il fabbisogno stimato è di circa 400mila dispositivi, le consegne dovrebbero essere completate entro la fine dell`anno»

E nel frattempo le multe sono state rinviate facendo arrabbiare chi ha fatto i salti mortali per mettersi in regola.

“Un attimo che sistemo mio figlio sul seggiolino e poi parliamo”.

La voce di Paola De Micheli, ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture scompare per qualche secondo. Quando ritorna, il figlio è al sicuro, il marito ingrana la marcia e lei può parlare.

Seggiolino antiabbandono ovviamente?

«Sì, trovato subito, ammetto»

Una fortuna, a giudicare dalle proteste arrivate.

«Ci sono stati più problemi nelle grandi città che nelle piccole, ma è evidente che non tutto è andato liscio. Sappiamo che sono in corso le consegne da parte dei produttori. Il fabbisogno stimato è di circa 400mila dispositivi, le consegne dovrebbero essere completate entro la fine dell`anno»

E nel frattempo le multe sono state rinviate facendo arrabbiare chi ha fatto i salti mortali per mettersi in regola.

«Un attimo. L’obbligo resta. Abbiamo predisposto un emendamento governativo per rinviare l’entrata in vigore delle sanzioni, perché abbiamo avuto la prova che non c’era un numero sufficiente di seggiolini sul mercato. Non sarebbe giusto punire chi non ha colpe. Nonostante i problemi, sono convinta che l’obbligo sia la scelta giusta».

Forse c’è stata una carenza d’informazione.

«Ne abbiamo parlato sui sodal e sul sito del ministero abbiamo pubblicato la notizia in modo permanente. So che sarebbe stata necessaria una campagna pubblicitaria ma i tempi non lo hanno permesso. Ci stiamo lavorando e al più tardi a dicembre saremo in Tv. Nel frattempo mi auguro che questo clamore sia servito almeno a sensibilizzare tutti».

Uno dei problemi che il suo ministero dovrà affrontare è la circolazione dei monopattini.

«Per il momento non possiamo far altro che confermare che i monopattini non sono assimilabili ai ciclomotori».

Quindi possono andare ovunque?

«Possono circolare nei perimetri individuati dai comuni durante il periodo di sperimentazione. E chiaro che la materia va regolata. E mi riferisco non solo ai monopattini ma a tutti i nuovi mezzi di trasporto che iniziano a esserci in commercio. Nei prossimi giorni apriremo un confronto con i comuni per definire meglio le prescrizioni di questa nuova mobilità».

Sul salvataggio di Alitalia siamo ormai vicini alla scadenza del 21 novembre per presentare le offerte vincolanti di ricapitalizzazione. Sembra anche chiaro che la scadenza difficilmente sarà rispettata. Che accadrà?

«La decisione è nelle mani del Mise. Credo però che il tempo per capire ci sia stato. La vicenda è in corso da mesi. Ormai ci siamo ed è necessario avere delle certezze su come si comporrà il consorzio che effettueràilrilancio».

Lei era contraria alla fusione tra Fs e Anas però ormai è fatta. Come si regolerà?

«Ero contraria e lo dissi a chi di dovere. Il mio compito ora è di fare in modo che tutto proceda nel migliore dei modi. Le scelte si misurano sempre E soltanto sulla base dei risultati e questo sarà il mio modo di procedere. Stiamo mettendo in campo un sistema di misurazione dei risultati. Va luteremo i cantieri, le risorse, i tempi, mettendo da parte le opinioni».

L’ex ministro del lavoro Enrico Giovannini dalle colonne del nostro giornale ha criticato la manovra. Manca un piano di assunzioni dei giovani.

«Questa manovra è un miracolo. Avevamo la tassa-Papeete ereditata da Salvini di 23 miliardi. L’abbiamo evitata sostenendo e ampliando tutte le misure per spingere nuovi posti di lavoro, dagli investimenti innovativi, alle infrastrutture, i bonus edilizia, il bonus facciate, il piano casa, industria 4.0. Abbiamo evitato che aumentasse l’Iva e non accettiamo lezioni da chi ne aveva previsto l’aumento. La questione giovanile è molto evidente per tutti noi e il tema del lavoro per il Pd è naturalmente la stella polare. Ora che abbiamo disegnato la manovra possiamo concentrarci su come combattere il fatto che solo il 45% degli italiani lavori contro il 69% di chi vive in altriPaesi europei». Se avrete il tempo di farlo… «Vorrei che tutti capissero quanto è importante risolvere i problemi delle persone invece di parlarci addosso. A volte gli italiani pensano che viviamo su Marte. E a volte hanno anche ragione».