“E’ un meraviglioso mondo alla rovescia. Dopo l’inusuale incontro tra il Ministro dell’Interno e le parti sociali, Di Maio che fa? Chiede conto della presenza inopportuna di Siri? Protesta perché l’incontro ‘politico’ della Lega si è tenuto presso una sede ‘istituzionale’?

 

Difende il governo dagli sconfinamenti del Ministro dell’Interno, che dopo aver esautorato Difesa, Esteri e Trasporti ora punta anche all’Economia? Pretende chiarezza sulla vicenda russa, che mina la credibilità dell’Italia nei consessi internazionali? No, niente di tutto questo”.

 

Così il responsabile Politiche del lavoro, Giuseppe Provenzano commenta l’attacco del ministro Di Maio ai Sindacati, dopo l’incontro di stamane con Salvini al Viminale,  svoltosi peraltro alla presenza anche del senatore Siri, non più sottosegretario, “con una impropria commistione di ruoli”.

 

“Di Maio invece – prosegue l’esponente Dem – alza la voce contro i Sindacati, a cui va la nostra solidarietà, perché i lavoratori che rappresentano sono le prime vittime delle convulsioni del governo. E di quelle di Di Maio, i cui toni ultimativi lasciano il tempo che trovano perché è oramai evidente che lui non conta niente.

 

Salvini, nei fatti, svolge funzioni da Presidente del Consiglio e Di Maio non può attaccarlo, perché si tiene stretto questo suo mondo alla rovescia, dove le uniche cose a posto sono le sue svariate poltrone, il suo opportunismo, e da oggi anche una certa vigliaccheria”.