Foto di Imagoeconomica

Ministro Francesco Boccia, il livello dello scontro con Renzi sale: siete a un passo dalla rottura?

«Inutile nascondersi, non presentarsi in Consiglio dei ministri e minacciare la sfiducia di un ministro è fare un passo verso la rottura».

È inevitabile?

«No, non possiamo consentire al Paese di rivivere l’incubo vissuto per 15 mesi, come dimostra la reazione chiara, con la schiena dritta, di Conte e del Pd».

Renzi però difende un principio, che è stato del Pd, e difende il garantismo.

«Nessuno di noi ha mai rinunciato a quel principio, ma non si può nemmeno strumentalizzarlo. Ci siamo detti mille volte che puntiamo a un processo che non duri più di cinque-sei anni. I riformisti fanno le riforme, i distruttori rompono le alleanze».

Italia viva non accetta la riforma.

«Ai tavoli della giustizia, Italia viva ha solo posto aut aut. Ma quello è soltanto un pezzo della riforma».

Il suo è un atteggiamento volto a lucrare consensi nei sondaggi?

«Non so e ci interessa poco. È incomprensibile. Ci sarà un motivo se tre forze su quattro, anche discutendo molto, si trovano sempre d’accordo e una no».

C’è chi dice che sia un dato caratteriale: «Renzi è fatto così».

«Non so rispondere, ho finito le parole. Vorrei che fosse coerente. Quel che è certo è che non ci faremo trascinare nella guerriglia».

Si dice che Conte sia pronto a sostituire Iv con un gruppo di «responsabili».

«Ma no, ci lavoro gomito a gomito. Conte è una persona seria. Media fin dove può».

Media parecchio.

«Ero abituato a Prodi, ma vi assicuro che Conte lo supera. Io mi sono autodefinito gandhiano, per non litigare sull’autonomia differenziata, ma Conte è oltre Gandhi».

Ogni pazienza però ha un limite.

«Il limite è quando rischi di schiantarti contro il muro. Siamo in una fase nella quale solo gli elettori hanno il diritto di alzare la voce. Questo Paese cambierà quando sarà chiaro che, oltre a realizzarsi la stagione dei doveri cara a Moro, sarà finita la stagione dei ricatti. La domanda vera ora è: si riparte domani mattina o si continua con gli aut-aut?».

Probabile la seconda.

«Oggi ero a Potenza e non mi hanno chiesto cosa pensavo della prescrizione, ma come rilanciamo il Sud».

Però in Senato rischiano di non esserci i voti di Iv.

«I voti ci saranno. Anche perché dentro Iv ci sono persone molto responsabili».

Sono spaccati?

«Dico che chi è stato eletto con i voti del Pd non può non essere responsabile. E il primo è Renzi».

Esclude un Conte ter?

«Lo escludo. L’alternativa a questo governo è dare la parola al presidente della Repubblica. E far resuscitare la destra sovranista».

La sfiducia a Bonafede sarà la fine di tutto?

«Sarebbe la prima volta nella storia che si fa una sfiducia a un ministro solo perché non accetta un’imposizione. Sarebbe una sfiducia a tutto il governo. Gliel’ho detto: Alfonso, siamo un partito di gente seria, abbiamo una voce unica e siamo con te».

Il Movimento è irrequieto, di lotta e di governo: oggi manifesta contro i vitalizi.

«Rispetto la loro fase di travaglio e spero che facciano presto gli Stati Generali. Perché quello che succede nel Movimento incide anche sul governo e sulla legislatura».