Emanuele Fiano, Giorgio Gori candidato
Emanuele Fiano (Foto di Alessandro Paris / Imagoeconomica)

Onorevole Fiano, in queste ore il futuro del governo giallorosso sembra appeso a un filo e Italia Viva non esclude il ritorno al voto. Lei teme davvero uno strappo dei renziani?

«In politica io non temo nulla, ma troverei incomprensibile uno strappo da parte di chi ha voluto e creato le condizioni insieme al Pd per far nascere questo governo». Sulle microtasse Italia Viva è sulle barricate e lo stesso Renzi non ha escluso la rottura. «Mi rendo conto che la battaglia di Renzi sulle tasse è necessaria a dare una identità a Italia Viva, ma proprio con questa manovra stiamo facendo il possibile per abbassare il livello di tassazione nel Paese».

Cosa state facendo in concreto in questa direzione?

«Cosa stiamo facendo? Stiamo facendo miracoli nella stessa direzione dei governi Renzi. Stiamo riducendo il cuneo fiscale e allo stesso tempo prevedendo aumenti di spesa in capitoli di bilancio chiave, dalla sanità alle forze dell’ordine. Stiamo varando una manovra da oltre 30 miliardi, 20 dei quali solo per scongiurare l’aumento dell’Iva. Le microtasse valgono un miliardo, non mi sembra uno scandalo».

Secondo lei potrebbero esserci allora altre motivazioni in una eventuale rottura di Renzi? Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la sua fondazione, Open, possono influire in questa scelta?

«Assolutamente no perché ritengo Renzi una persona corretta. So bene che Matteo risente di quello che sta accadendo attorno alla sua fondazione e io mi auguro che la giustizia sia veloce. Ma la sua battaglia sulla microtasse dipende solo da una scelta politica per dare una identità a Italia Viva».

La maggioranza comunque è in difficoltà e oltre a Renzi anche Di Maio ogni giorno dà picconate al governo. Perché andare avanti?

«Per difendere il Paese dall’esercizio provvisorio, dall’aumento dell’Iva e dall’uomo che voleva i poteri assoluti. Ma anche perché con questo governo stiamo cercando di aiutare il sociale e iniziando un piano per la riconversione dell’Italia verso le nuove economie e la tutela dell’ambiente. Interrompere questo disegno sarebbe un danno enorme».

Sosterrebbe una proposta dei 5 stelle per la nomina di Elio Lannutti alla guida della commissione sulla banche?

«Lannutti? Quello che diceva che le banche erano controllate dai Savi di Sion? Se vogliono lui dovranno passare sul mio corpo e su quello di molti deputati Pd. Il suo nome è inaccettabile».