Luigi Zanda
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«Chi di noi può augurarsi che la Lega e i M5S restino per sempre alleati tra di loro?». Luigi Zanda, il tesoriere del Pd, amico personale e politico di Dario Franceschini, invita a «usare la ragion politica» per portare l’Italia fuori dalle secche antidemocratiche in cui la maggioranza gialloverde la sta conducendo.
 

Zanda, ogni apertura dem ai M5S apre uno scontro nel partito. Non converrebbe invece al Pd avviare un confronto con i grillini se vuole davvero scardinare la maggioranza?

 
«Nessuno nel Pd oggi pensa ad alleanze, collaborazioni o governi con i M5S, ma proprio nessuno, a partire dal vertice del partito. Non lo pensa certo Zingaretti, non lo pensa di sicuro Franceschini, né Gentiloni, non lo pensa l’intera segreteria».
 

E lei?

 
«Per quanto mi riguarda io ho un’opinione precisa: il livello di inaffidabilità dei M5S è incompatibile con una forza politica come il Pd. Non per nulla ho promosso una causa di risarcimento danni nei confronti di Di Maio per gravi falsità dette da lui in campagna elettorale».
 

Ma il dialogo con i pentastellati è l’unico modo per logorare la Lega, non crede?

 
«Parlare anche tra avversari in politica è sempre necessario, ma pongo un altro problema. C’è oggi una larga maggioranza parlamentare votata dagli italiani, che sta non solo impoverendo il paese da un punto di vista economico, ma soprattutto sta cercando di distruggere la nostra democrazia e di umiliare il Parlamento. Quindi le forze dell’alternativa devono porsi il problema di quale deve essere la loro azione politica per restituire a uno spirito democratico pieno quegli italiani che hanno votato M5S e Lega, ma certo non vogliono la fine della nostra democrazia».
 

Quindi, che fare?

 
«Serve azione politica e il confronto sul merito dei problemi con tutti. Nella passata legislatura, da capogruppo dem mi sono confrontato con i M5S e con la destra quotidianamente. Non servono anatemi».
 

Tuttavia, per dirla con Dario Franceschini, Lega e M5S non sono uguali?

 
«I vertici di Lega e M5S nell’ultimo anno e mezzo sono più che uguali, sono complici nell’azione di distruzione del sistema democratico. Le loro ideologie sono molto diverse: sovranista quella della Lega, populista nel caso dei grillini».
 

Franceschini ha spezzato una lancia a favore dei grillini ed è stato attaccato dai renziani. Lo difende?

 
«Franceschini ha negato ogni possibilità di governo con i M5S e ha fatto un ragionamento politico sulla necessità di smontare l’alleanza gialloverde. Chi di noi può augurarsi che Lega e M5s rimangano per sempre alleati tra di loro?».
 

Forse inopportuna è stata sin dall’inizio la tattica renziana cosiddetta dei popcorn, ovvero stiamo a guardare ma mai intesa con i grillini?

 
«Se la tattica dei popcorn significa guardare quel che accade senza reagire, allora è una tattica sbagliata».
 

Per Renzi chi ha perso persino nella sua città natale, a Ferrara, ovvero Franceschini, è meglio che non parli.

 
«Renzi ha sferrato un attacco personale a Franceschini, più che rispondergli politicamente. Ferrara l’abbiamo persa come tante altre città per un vento politico negativo che non è stato certo Franceschni a scatenare. Sarebbe interessante piuttosto soffermarsi ad analizzare le ragioni per cui dopo le europee del 40%, il Pd ha perso tutto: città, regioni, referendum e drammaticamente le politiche».