Daniele Scudieri / Imagoeconomica

“Esiste una struttura che lavora nel web con il compito di diffamare con notizie false il PD e le istituzioni della Repubblica? Se vero, da chi è controllata e in che modo è organizzata?” Queste le domande rivolte al governo in un’interrogazione del PD che ha come primo firmatario il capogruppo in commissione Affari costituzionali, Emanuele Fiano.
L’interrogazione punta ad ottenere chiarimenti dopo una denuncia alla Procura di Firenze del sottosegretario Luca Lotti e da un’inchiesta giornalistica sul ruolo opaco svolto da un account legato al M5S gestito da una cosiddetta “star della galassia social” che risponde al nome di Beatrice Di Maio.
“Di questa preoccupante ipotesi di una macchina del fango costruita ad arte a favore del M5S – dichiara Fiano – ne sanno qualcosa il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, Grillo, Davide Casaleggio, Di Battista? Oppure ancora una volta saranno bravi a urlare nei loro comizi ma a tacere quando si tratta di ipotesi così gravi che li riguardano”.
E un’interogazione ad Alfano hanno presentato anche i senatori Francesca Puglisi e Andrea Marcucci: “Fa capo al M5S una macchina del fango
che ha il compito di diffondere notizie false e diffamatorie contro il governo e le istituzioni L’interrogazione prende spunto – sottolineano i parlamentari – da un servizio giornalistico su un account legato al M5S che sembrerebbe gestito da una società e dalla denuncia presentata dal sottosegretario Luca Lotti”.
Secondo Puglisi e Marcucci “bisogna verificare puntualmente se esiste una centrale di cyber propaganda che muove falsi account in grado di inquinare il dibattito politico e di rendere virali vere e proprie menzogne che colpiscono le istituzioni e se questa centrale risponda direttamente ad un partito”.
“Cyber account, calunnie, diffamazioni, vilipendio, algoritmi, hacker russi filo M5s. No, non è un film di fantapolitica, ma la politica inquinata messa in campo dalla Casaleggio associati ai danni dei tanti militanti onesti che hanno creduto nella buonafede di un movimento che si definiva spontaneo”, commenta Ernesto Carbone, della segreteria del PD.
“Cos’hanno a che vedere i profili gestiti dalla Casaleggio associati con hacker russi? – chiede Carbone – Qual è il disegno che hanno in mente Grillo e Casaleggio ai danni della politica italiana e del nostro Paese? Chi c’è dietro la struttura che gestisce l’account chiave di Beatrice di Maio, non un troll qualunque ma un vero e proprio sistema di connessioni che alimenta un business pubblicitario importante?”
“Grillo, Casaleggio, Di Maio, Di Battista, – conclude Carbone – raccontateci la verità. Per una volta professate quell’onestà di cui vi riempite la bocca. Se volete anche tramite il vostro famoso account. L’ultimo guadagno non ve lo nega nessuno”.
Commenta su Facebook Ettore Rosato, capogruppo alla Camera: “Impigliati nella rete. E’ la fine che rischiano i grillini se emergessero legami con l’account Beatrice Di Maio, star dei social a 5 stelle che ogni giorno insulta e diffama il presidente Mattarella, esponenti del Governo e deputati PD.
Una solida rete di menzogne che servirebbe a far soldi – per via delle visualizzazioni – e al tempo stesso a far girare falsità e infamie secondo il vecchio adagio che il venticello della calunnia prima o poi diventa tempesta. In genere si tratta di falsità fascistoidi e tendenzialmente legate a un pensiero di destra e reazionario (pro Trump, pro Putin), alla faccia del bacino trasversale che dovrebbe raccogliere il grillismo.
E’ chiaro che chi è nato e cresciuto come movimento sulla rete cerca di sfruttarne tutte le potenzialità, però il senso del limite lo danno le leggi prima ancora del web.
Per questo è stata fatta una denuncia circostanziata alla Procura e oggi il collega Emanuele Fiano ha presentato un’interrogazione al Governo. La propaganda ha un senso, la falsità e l’insulto no”.

Dichiara Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico: “La democrazia va protetta. Certo, soprattutto da quelli come i 5 stelle che,  come emerge dalla confessione di una parlamentare regionale grillina,  falsificano le firme per partecipare alle elezioni. O che  prendono ordini da un blog-sputnik.

Anziché fuggire rispondano sulla firmopoli siciliana”.

“False notizie, bufale, diffamazioni. Conoscevamo l’arte dei 5 Stelle in Rete -dichiara Stefania Covello, deputata PD e responsabile del partito per Mezzogiorno e Fondi europei.- ma non potevamo immaginare che potessero spingersi a tanto: leggendo l’inchiesta della Stampa esprimiamo forte preoccupazione e condanniamo la cyber propaganda, intrisa di toni violenti e diffamatori, che si annida sui social network e su cui sta indagando la magistratura”.
“Qual è – chiede – la mente che si trova dietro questa azione diffamatoria, che investe tutti, incluso il presidente della Repubblica? Ci auguriamo che gli esponenti politici dei 5 Stelle non siano direttamente responsabili: sarebbe un comportamento gravissimo. L’opposizione, anche dura, va fatta a viso aperto, non nascondendosi dietro troll e account creati ad arte per offendere e denigrare”.
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Di oggi la notizia che il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, ha inviato una lettera al presidente dell’Agcom Angelo Cardani.
“Le chiedo di valutare se l’Autorità da Lei presieduta non ritenga opportuno avviare una riflessione in merito all’informazione sui social network, anche a livello pubblico, e assumere iniziative specifiche, coinvolgendo esperti di diritto e operatori del settore, per affrontare un ambito delicatissimo in cui il pluralismo non può essere confuso con una sorta di zona franca di vere e proprie fabbriche di bufale, calunnie e diffamazioni”.
“A seguito delle elezioni presidenziali statunitensi – spiega Anzaldi – si è sviluppato un importante e articolato dibattito sul ruolo avuto dai “social media” nell’orientare il voto anche in relazione a casi di aggressività e disinformazione assolutamente eclatanti. Non è che ci volessero le elezioni americane per accorgersi di ciò, basta vedere quanto accade sui social, nel nostro Paese, sulla diffusione di pratiche anti-vaccino o presunte miracolose cure anticancro, come anche è sufficiente vedere quanto rivelato dal quotidiano ‘La Stampa’, a proposito della contiguità di un sistema di troll, fake e account opachi con la galassia riconducibile al Movimento 5 stelle”.
“Sappiamo che l’Agcom – prosegue ancora il deputato dem nella lettera all’Authority – ha anche la competenza esclusiva in materia di tutela dei consumatori nell’ambito specifico dei servizi di comunicazione elettronica, e questo rafforza la richiesta di attenzione su questo specifico ambito. I cittadini che hanno un profilo facebook o twitter non sono da considerare anche dei consumatori e fruitori di informazione? Chi li tutela rispetto alla veridicità delle notizie?  Può forse essere sufficiente un algoritmo quando ad esempio ci si ritrova davanti a notizie che seppur datate ritornano su bacheche e profili come se fossero di strettissima attualità e senza magari tutte le notizie correlate che in quel periodo storico sono state oggetto di dibattito, anche per consentire una contestualizzazione della stessa, con un evidente inganno dell’utente? Ritengo pertanto che tale riflessione non possa che investire l’Autorità garante proprio in virtù della sua funzione all’interno del nostro ordinamento”.