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Modello Ulivo per il campo largo, con la partecipazione ed espansione andando oltre la classe politica. E avanti con l’agenda sociale: lotta alla precarietà, primo impiego per i giovani, salario minimo, riduzione delle tasse sul lavoro.

Intervistato da La Stampa, il segretario del Pd Enrico Letta fa il punto all’indomani dei ballottaggi che, spiega, hanno portato a vincere “gli esterni, come il professore Nicola Fiorita a Catanzaro e il calciatore dalla grande forza sociale, Damiano Tommasi, a Verona. Ottimi amministratori come Giorgio Abonante ad Alessandria, Patrizia Manassero a Cuneo, Paolo Pilotto a Monza. Katia Tarasconi e Michele Guerra a Piacenza e Parma. Tutti molto bravi a interpretare queste elezioni per quello che sono, senza retropensieri“.

Nell’anno “che abbiamo davanti dobbiamo elaborare un progetto, un nome, un programma e contenuti per una nuova coalizione”, spiega. Bisogna dare un segnale “a quelli che non ce la fanno”, altrimenti “arriveranno i gilet gialli italiani”.

Letta, per vincere alle elezioni, non conta sui contrasti nel centrodestra (“Mai un momento ho ragionato immaginando di potere ricevere regali inaspettati da loro divisioni”) e pone fra gli obiettivi lo Ius scholae, che arriva in Aula: “è prioritario approvarlo”.

Tra gli altri provvedimenti da adottare, portare subito “l’abbattimento del cuneo fiscale in manovra, ma facciamolo valere prima del 2023”.

L’Ulivo per Letta “è sempre stato un modello perchè ha avuto una grande capacità di partecipazione ed espansione andando oltre la classe politica”.

Il nome della nuova coalizione “verrà fuori da un lavoro condiviso. Ma servono solidità, serietà e responsabilità”.

Il segretario del Pd sottolinea anche l’autorevolezza del presidente del Consiglio: “L’ho toccato con mano sia durante la campagna elettorale che negli ultimi viaggi europei. E’ un punto di riferimento per tutta l’Unione ” conclude  Letta.