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“I candidati dei 5 stelle scelti con meccanismi e metodi che sono una parodia della democrazia. Le regole del blog valgono per tutti e quindi completa assenza di trasparenza in una votazione di cui nessuno sa niente. Forse neanche quelli che vi hanno partecipato. L’ennesima presa in giro da parte dei capi che controllano anche i sospiri dei loro adepti”. Lo ha dichiarato Ernesto Carbone, responsabile P.A., Innovazione e Made in Italy del Pd.

 

Per Simona Malpezzi, parlamentare del Partito Democratico: “la scelta dei candidati 5 stelle a Milano è un mistero inglorioso. Zero trasparenza, seggi blindati senza sapere chi e quanti abbiano partecipato a quella che ha l’aspetto di una selezione per entrare in una setta. Come al solito l’ennesima farsa contrabbandata per democrazia”.

 

“Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sempre pronti a dichiarare, oggi restano muti di fronte alla sceneggiata delle Casaleggiarie”, aggiunge Alessia Rotta, responsabile Comunicazione del PD.

“Incredibile che siano loro a dare lezioni di democrazia”. Lo dice in una nota Marco Di Maio, deputato del Pd, che aggiunge: “Le scelte del M5s per le prossime
amministrative sembrano più quelle di una setta che di un movimento politico. Nessun dato, né su partecipanti, né sui voti.

Incredibile che abbiano il coraggio di dare lezioni di democrazia e trasparenza: noi abbiamo sempre fornito i numeri della partecipazione, sempre popolare. Per loro sarebbe stato più semplice. Vista la scarsa presenza ai seggi bastava contarli durante le votazioni”.