Marianna Madia

Marianna Madia, già ministro della Pubblica amministrazione, esponente del Pd, sembra avere le idee chiare. Ancora di più dopo aver assistito alla relazione del commissario del debito di Roma, Alessandro Beltrami («si rischia una crisi di liquidità», le sue parole).

Come stanno le cose con il debito della Capitale?

«Quella di creare la gestione commissariale, nel 2008, fu un’operazione molto spregiudicata da parte del centrodestra con l’allora sindaco Alemanno e il governo Berlusconi».

Perché spregiudicata?

«Il debito venne gonfiato mettendo potenzialmente più volte la stessa voce. Così il centrodestra ottenne soldi cash dal governo e aumentò la spesa corrente, producendo così altro debito. Molti dei problemi di Roma nascono da quella scelta, che fu avallata anche dalla Meloni e dalla Lega».

Per questo è necessario il Salva-Roma?

«Il provvedimento è necessario. Ma quella uscita dal consiglio dei ministri è una norma frega-Roma. Come dice il commissario del debito, gli effetti li pagherebbero i cittadini romani. Noi del Pd avevamo fatto un’altra proposta, ed era quella inizialmente voluta anche da Cinquestelle, che non avrebbe portare a questo risultato».

Cosa proporrebbe?

«Che si torni alla norma originaria, secondo cui il rischio di liquidità nel 2020 non si sarebbe scaricato su Roma»

La Lega ci starebbe?

«Non ne ho idea, ma il problema, in fondo, l’ha creato anche la Lega. E Roma è l’Italia».

Ma la gestione commissariale non venne creata anche perché, a fine 2007, il Campidoglio guidato dal centrosinistra rischiava il default?

«È una menzogna, in ogni caso poi le cifre del debito sono state molto amplificate».

Della gestione commissariale si è anche poi “servita” la giunta guidata da Ignazio Marino

«Se la domanda è perché non siamo intervenuti prima, ha ragione. Ma poi anche la fine dell’esperienza Marino fu poco comprensibile politicamente».

È possibile secondo lei ridurre l’Irpef ai romani?

«Non solo è possibile, ma anche doveroso. I cittadini della Capitale pagano più di tutti, a fronte di servizi non certo ottimali, e che sono peggiorati sotto l’amministrazione Raggi».

Ma non avete, come Pd, appena lodato la sindaca per Casal Bruciato?

«La critichiamo in tutto, ma come rappresentante istituzionale era giusto andare».

Tentativi di aggancio tra Pd e M5S?

«Raggi è un pessimo sindaco: non c’è un progetto per la città, dai rifiuti ai trasporti. Ma se ci sono guasti prodotti dalla destra, bisogna intervenire».

Il progetto sulle Autonomie, che avrebbe finito per svuotare la Capitale, sembra abbia subito una battuta d’arresto

«Era un progetto assolutamente negativo. Esistono livelli di sanità uguali in tutta Italia? Assolutamente no. Le distanze sarebbero aumentate».

E Roma?

«Da troppo tempo non ci si ricorda che questa è la Capitale del Paese e che tenerla in queste condizioni è un danno per tutta l’Italia. Roma deve risplendere e come centrosinistra dobbiamo porre con forza la Questione Capitale».

Errori vostri?

«Abbiamo sottovalutato la gestione della vicenda Marino. Prima di allora, il sindaco di Roma è poi stato il candidato premier del centrosinistra».

E la sua prima intervista da candidata sindaco?

«Non sono convinta che la cosa giusta sia la soluzione interna. Serve qualcuno che metta insieme un campo che va dalla sinistra alle civiche».

Nomi in mente?

«Nomi no, ma penso al modello-Sala a Milano».