marco minniti, fermati gli sbarchi
Marco Minniti / Foto Imagoeconomica

“Se la strategia per la sinistra riformista è trovare una scorciatoia per tornare al governo, temo che abbiamo sbagliato strada”. Così il candidato alle primarie del Pd Marco Minniti al Teatro Elfo Puccini di Milano in occasione della presentazione del suo libro ‘Sicurezza è libertà‘.

“La strategia  è trovare la via più breve per tornare a parlare con gli italiani: nelle periferie, nei quartieri e con i lavoratori, su temi come sicurezza e controllo del territorio – ha aggiunto Minniti -. Oggi il tema della sicurezza è inteso a 360 gradi. Mai come adesso la parola sicurezza è connessa a un progetto per il futuro. Su questi temi si sfida anche l’Europa”.

 

“E’ bene separare le parole emergenza e immigrazione. È possibile”, ha aggiunto Minniti. Quanto ai flussi migratori, “in una grande democrazia non è possibile cancellarli, quello che possiamo fare è governarli, sconfiggendo l’illegalità e aprendo canali legali. E in questo ringrazio moltissimo la Chiesa e le sue politiche di accoglienza. Noi lo abbiamo fatto combattendo i trafficanti di esseri umani, che hanno perso centinaia di milioni di euro. Se c’è qualcuno che scappa da una guerra ed è verificato non lo portano in Italia gli scafisti o i trafficanti, ma gli aerei dell’aeronautica militare”, ha continuato.

 

“Le elezioni del prossimo maggio saranno le più importanti della storia dell’unione europea perchè mai come adesso l’Europa è messa in discussione e rischia di morire”. “Il tema per i prossimi 20 anni non è l’Europa, ma il rapporto tra Europa e Africa – ha aggiunto Minniti -. L’Africa è cruciale per tre aspetti: la sicurezza e lo sviluppo demografico, che vanno governarti, e delle materie prime cioè la ricchezza”.

 

Sulla politica estera dell’Italia Minniti esprime un giudizio negativo: “Vedo uno slittamento progressivo. La politica estera italiana ha sempre detto di essere saldamente occidentale e in dialogo con l’Oriente e l’Est Europa. Questa cifra adesso sta cambiando: se qualcuno pensa che l’Italia possa diventare l’Ungheria del Mediterraneo ha sbagliato clamorosamente strada. Lo spostamento cambierebbe gli equilibri e le democrazie del pianeta, facendo male all’Italia e al mondo”.