Venerdì 26 aprile, alle ore 11.30 il Segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ha presentato i candidati della lista unitaria “Pd-Siamo Europei” alle elezioni europee del 26 maggio presso il Tempio di Adriano a Roma.

 

Prima parte

 

 

Zingaretti prima di dare la parola ai vari candidati ha introdotto la discussione dicendo: “Se è vero come è vero che la democrazia, in Italia e nella UE, è in pericolo la parola d’ordine è unità. Dobbiamo combattere uniti. Calenda è stato insultato per aver fatto l’accordo con Zingaretti e io posso dire di aver ricevuto tanti messaggi che mi dicevano “Ma che sei matto? Da Calenda a Pisapia?”. Beh, sì. Noi siamo uniti. Esattamente l’opposto dello spettacolo che sta dando il Governo in queste ore: una danza macabra che affonda il Paese“.

 

“La nostra lista unitaria è l’unica novità, e la sua parola d’ordine è bellissima: unità. La lista è composta da donne e uomini diversi, da esperienze civiche, da esperienze diverse, uniti da una idea di futuro. Molti ci hanno detto ‘se la democrazia e l’Europa sono in pericolo non fate scherzi combattete uniti“.

 

Dietro questo simbolo c’è un gruppo di persone che ama l’Italia, non come quelli che non la amano ma la usano. La parola che descrive Salvini e Di Maio è opportunismo e per questo abbiamo presentato una mozione di sfiducia così vedremo se i litigi sono veri o finti. E dal giorno dopo raccoglieremo le firme per mandarli a casa”.

 

“La nostra idea è quella di un’Europa delle persone, che diventi lo strumento che i cittadini hanno in mano per difendersi dalla violenza della globalizzazione”.
“L’abbiamo chiamata ‘la nostra Europa‘- ha continuato Zingaretti – quella che rimette al centro la crescita, la forza di un attore politico internazionale e la sostenibilità ambientale come nuovo modello di sviluppo”.

 

Chiediamo – ha aggiunto – un piano straordinario di investimenti per opere pubbliche europee. Sappiamo che è difficile, ma senza l’Europa è impossibile. Chiediamo l’indennità di disoccupazione europea, uno strumento che permetta a ciascun cittadino di non sentirsi solo. Chiediamo di mettere fine alla concorrenza sleale per le nostre imprese sulla fiscalità a livello europeo e di discutere anche l’ipotesi di un salario minimo europeo”.

 

“Il 9 maggio è la giornata dell’Europa, e dal 9 all’11 maggio promuoveremo quattro notti bianche per l’Europa, con incontri, dibattiti, concerti, stand eno-gastronomici, iniziative in cinema e teatri, perché arrivi il nostro messaggio plurale, con la differenza tra chi ama l’Italia e chi la vuole sfruttare per i propri interessi”, ha concluso Zingaretti.

 

Seconda parte

 

 

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Di seguito la sintesi di alcuni interventi

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Carlo Calenda

“Io ho una storia e un carattere diverso da Zingaretti, il mio è molto peggio, ma sto con lui fino alla fine. Non possiamo dire alla mattina che la democrazia è in pericolo e dividerci alla sera su stupidaggini. Loro vincono non perché sono forti ma perché siamo deboli noi. Dobbiamo levarci la sindrome degli sconfitti. Abbiamo preso calci nel sedere per troppo tempo.

Dobbiamo riprenderci l’orgoglio e tornare a combattere. Serve stare in pressing su ogni provvedimenti del governo. È arrivato il momento di levarsi i guantoni e andare casa per casa a dire che l’Italia seria, che studia e che lavora in questo momento non ha rappresentanza. Uno spettacolo di liti sul nulla in cui l’interesse nazionale scompare.

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Giuliano Pisapia

“Qui mi sento a casa. Ho sempre creduto nella necessità etica e morale oltre che politica di mettere insieme le nostre forze. Se lo abbiamo fatto è merito di Nicola Zingaretti”.

“Apriamo le finestre, alziamo ponti e guardiamo oltre il nostro orto, allarghiamo il campo a livello sociale. Dobbiamo dire la verità: l’Europa ha fatto passi avanti ma anche passi indietro, ma senza l’Europa, l’Italia non va da nessuna parte“, ha aggiunto Pisapia.

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Caterina Chinnici

“Più finanziamenti per l’Erasmus e per i nostri ragazzi. Sono una mamma e vedere andare via le nostre intelligenze è un impoverimento ulteriore per il nostro territorio. Abbiamo ottenuto risultati eccellenti contro la criminalità organizzata. Ancora molto c’è da fare. Il motto dell’unione europea è uniti nelle diversità, questa è anche la nostra forza”.

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Pietro Bartolo

“Per me è una nuova avventura, sono emozionato. È da 30 anni che mi occupo del fenomeno dell’emigrazione e ho cercato di farlo con dignità. L’Italia è un grande Paese non è quello che viene rappresentato oggi da chi ci governa. L’Italia non è cattiva, non respinge persone, non chiude i porti. Io mi vergogno, e dovrebbe vergognarsi anche l’Europa”.

“Sono persone che scappano dalle loro case e chiedono aiuto. E c’è qualcuno che è orgoglioso perché dice chiudiamo i porti per la salvaguardia dell’Italia. Ma da cosa ci dobbiamo salvaguardare? Gli abbiamo tolto tutto, anche la dignità” – ha aggiunto Bortolo. “Adesso mi è stata data la possibilità di fare qualcosa. Di entrare in politica, perché io credo nella politica. La bella politica che è servizio, non cialtroneria. E credo nella nostra Europa, che ci ha garantito 70 anni di pace”.

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Roberto Gualtieri

“La lista PD-Siamo Europei è l’unica novità politica di queste elezioni con candidati forti e autorevoli e un programma ambizioso e credibile di rilancio e di rinnovamento dell’Europa. Con Lega e 5 Stelle l’Italia è più debole e isolata e rischia di essere il vaso di coccio su tutti i principali dossier sul tavolo: dalla prossima riforma del patto di stabilità, che partirà in ottobre, all’Unione bancaria, dalla Libia all’immigrazione e al commercio internazionale”.

“Il PD sarà il perno e il motore di uno schieramento progressista ed europeista per un’Italia più forte in un’Europa più unita”.

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Giovanni ‘Gianni’ Farina

“Il simbolo del Partito Democratico per le Europee è un segno di speranza in particolare rivolto ai giovani perché saranno loro la nuova Europa”.

L’unico modo per fronteggiare l’odio di un populismo becero e di un sovranismo senza sovrani è il lavoro. Solo il lavoro può dare benessere agli italiani in quella nuova Europa che sarà compito degli eletti riformare, sia a favore delle giovani generazioni che di coloro che hanno dato il loro contributo di lavoro e fatica al proprio paese ma che credono nell’unione di tutte le nazioni europee e di un modello di sviluppo europeo”.

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Franco Roberti

“Non possiamo lasciare a Salvini il tema della sicurezza, è un tema nostro. La sicurezza è sicurezza sociale”.

“Il mio contributo specifico sarà quello sulla giustizia e sulla sicurezza, sul contrasto ai traffici di esseri umani, che sono un po’ trascurati. La sconfitta delle mafie deve essere non più solo un auspicio nei convegni e nei comizi, ma un obiettivo comune. Le mafie sono fenomeni transnazionali e serve un contrasto transnazionale”.

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Simona Bonafé

“Oggi più che mai le europee sono elezioni fondamentali che rappresentano lo spartiacque fra chi vuole cambiare l’Europa e chi invece vuole uscirne. Abbiamo davanti 30 giorni di campagna elettorale e da qui al voto noi dobbiamo parlare dell’Europa che vogliamo, perché dal 26 maggio passa il futuro non solo del nostro Paese.

Dobbiamo smontare la demagogia di chi ha costruito la falsa idea che gli interessi dell’Italia si difendono meglio tornando agli Stati nazione, io penso esattamente il contrario che dobbiamo andare verso un’Europa più coesa e solidale, a partire dal tema dell’immigrazione: dicono prima gli italiani e poi bocciano la riforma del Trattato di Dublino che prevedeva la ripartizione obbligatoria dei migranti fra Stati membri“.