DEBORA SERRACCHIANI
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In Umbria sembra superato lo stallo tra Pd e 5 Stelle. È così?

«Intanto vorrei fare una premessa, come ha detto giustamente il segretario, ogni territorio procede autonomamente. Non decide Roma. Per quel che riguarda l’Umbria stiamo cercando di capire se vi siano le condizioni per un’alleanza. Noi abbiamo rinunciato a un candidato del Pd e abbiamo proposto un civico, Andrea Fora».

È più vicina la candidatura unitaria?

«Il Pd ha già fatto un passo indietro ovviamente per unire. Poi lo stesso Fora si è detto disposto a non candidarsi, ma questo solo a patto che ci sia un altro candidato di alto profilo. Nessuno deve pensare di mettere la sua bandierina. Ciò detto, io guardo con interesse e rispetto alla svolta epocale dei 5 Stelle, che per la prima volta si stanno aprendo alle realtà civiche. E infatti sulla piattaforma Rousseau è passata questa linea».

Tra Pd e 5 Stelle potrà esserci un’alleanza strategica?

«Io sono per fare un passo alla volta. Noi abbiamo messo in campo una novità assoluta per il nostro Paese: due forze diverse che fanno sforzo politico per mettersi insieme trovando un accordo su alcuni punti su cui c’è condivisione. Negli altri Paesi occidentali è normale, per noi è la prima volta. Quindi, dopo che siamo arrivati con un percorso complesso a fare questo governo, ora dobbiamo metterlo in condizione di lavorare. Ci sarà tutto il tempo e lo spazio per vedere se può nascere un di più. In questo senso ho trovato molto interessante la posizione di Grillo di questa estate, quando Renzi propose un governo con i 5 Stelle e lui ha benedetto l’accordo, arrivando a ipotizzare un unico contenitore per tutti i progressisti. Ma immaginarlo adesso mi sembra prematuro».

Di Battista ha detto che non bisogna fidarsi del Pd.

«A Di Battista hanno risposto adeguatamente Di Maio e Conte. Comunque, già durante la formazione del governo abbiamo visto che nei 5 Stelle ci sono sensibilità e orientamenti diversi. Lo stesso Di Maio era più scettico. Ma io credo che dobbiamo impegnarci tutti per fare una sintesi di queste diverse sensibilità».

Non la pensate allo stesso modo su tanti temi. Anche sul decreto sul clima ci sono differenze.

«Siamo diversi tra di noi, ci mancherebbe, ma sono sicura che troveremo un accordo politico. Sul decreto ambientale, peraltro, c’è un problema di copertura finanziaria, perché abbiamo trovato poca cassa. Ma sia noi sia i 5 Stelle vogliamo fare delle tematiche ambientali un punto fondamentale del programma di governo».

E sul reddito di cittadinanza? Voi del Pd avevate detto che volevate cambiarlo.

«Noi preferivamo il reddito di inclusione, sul quale però avremmo dovuto mettere più soldi. Ora c’è il reddito di cittadinanza che è un altro strumento di lotta alla povertà e che perciò va confermato, ma anche corretto nella parte delle politiche attive per il lavoro. Del resto, lo ha già detto la ministra Catalfo. Quindi credo che anche lì troveremo una sintesi, partendo anche dai correttivi che avevamo suggerito noi».