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“Firmato il contratto degli enti locali. Ora 467 mila lavoratrici e lavoratori di Regioni, Comuni, Città metropolitane e Camere di commercio avranno un nuovo contratto”. Così la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, commenta in un tweet la sigla dell’accordo per il rinnovo nel comparto delle funzioni locali. “Concluderemo il percorso con la firma del contratto della Sanità”.

 

È stato firmato infatti nella notte, dopo quasi dieci anni di attesa, l’accordo preliminare per il rinnovo del contratto nazionale per il comparto delle Funzioni Locali, che riguarda poco meno di mezzo milione di lavoratori di Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, enti e agenzie regionali. Soddisfatti i sindacati. Tra le novità, categorie differenziate per area e sezioni speciali per la Polizia Locale.

 

L’annuncio, al termine delle trattative, arriva dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. “Dopo nove anni arriva una buona notizia per i dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, enti e agenzie regionali, circa 467.000 lavoratori – ha commentato Bonaccini – Traguardo raggiunto grazie a un lavoro di squadra e al senso di responsabilità di ciascuno degli attori coinvolti. Ora stiamo lavorando perché si chiuda anche il contratto per il comparto Sanità”. 

 

I punti fondamentali del testo comprendono aumenti retributivi di 85 euro mensili medi per il 2018, salvaguardando il bonus degli 80 euro, oltre a un avanzamento complessivo degli istituti di lavoro: premessi, congedi ferie e malattie. Le ferie, ad esempio, potranno essere sospese in caso di lutto e – in via sperimentale – essere fruite a ore. Escluso il Jobs Act dal contratto, a partire dal mantenimento dell’articolo 18, mentre le risorse per la contrattazione integrativa aumenteranno stabilmente a partire del 2019 a 83,90 euro l’anno per lavoratore.