‘Raccontiamo l’Italia. Dalla Pa al made in Italy, oltre i luoghi comuni’, è il titolo del dibattito sul palco centrale della Festa Nazionale de l’Unità di Milano dove hanno partecipato il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il responsabile PA e Made in Italy del PD Ernesto Carbone, e Patrizia Toia, capodelegazione PD al Parlamento Europeo. Ha moderato gli interventi il giornalista Gian Antonio Stella.

A che punto è la riforma della PA?
“Non vogliamo fare come i vecchi governi, che attraverso leggi delega non volevano risolvere un problema ma posticiparlo come è successo con la delega sugli ammortizzatori sociali e le continue proroghe” così ha dichiarato il ministro Madia. “Quando il governo utilizza leggi deleghe vuole avere uno strumento per attuare la riforma e non lasciarla sulla carta. La legge delega sul Jobs Act ne è un ottimo esempio”.

Sui decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione “andiamo avanti senza fermarci mai”. Stiamo lavorando già da diversi mesi, già prima dell’approvazione definitiva in Parlamento, per avere un’attuazione veloce di una riforma importante”.

“Questa riforma dobbiamo attuarla velocemente perché anche nel Def a questa riforma e alla sua attuazione sono legati degli obiettivi di crescita per il nostro paese, importanti. Vogliamo fare questi decreti bene e per questo lavoriamo sodo e velocemente. Ma non è detto che arriveranno tutti insieme”.

La riforma è diversa nella sua impostazione culturale. Non parliamo solo di modificare le regole che riguardano i dipendenti pubblici ma cambiare profondamente lo Stato. Non è una riforma di settore ma una riforma per il Paese. È evidente che il motore della riforma sono i lavoratori pubblici. Agiamo sul come si diventa dirigenti e come si svolge la loro carriera. Una carriera che non è più automatica ma basata sui meriti. Quindi non vedo la possibilità – rispondendo alla domanda di Stella – che i dirigenti possano far saltare l’impianto attraverso i ricorsi.

Anche Ernesto Carbone non teme i ricorsi “perché non vedo buchi nella legge Madia. Il dirigente può fare a) b) e c) e viene giudicato su quello. Nessun ricorso è possibile se il dirigente è inadempiente nelle sue mansioni”.

Per PatriziaToia “le riforme come questa possono aiutare ad avere uno scatto d’orgoglio attraverso la cultura dei risultati. È necessario che ci sia un cambio di mentalità per tutto il Paese, più senso civico, più trasparenza, più senso dei risultati”.

Dirigenti condannati in terzo grado potranno avere ancora dei premi di produzione?
“Assolutamente no, saranno mandati via – ha risposto la Madia. Le norme possono essere giuste o sbagliate, il vero problema che a volte le norme non si attuano e restano solo sulla carta. Il precedente ministro Brunetta parlava di una PA di fannulloni ma non ha fatto nulla per cambiare le cose. Noi non cancelleremo la norma Brunetta ma, a differenza di quel governo, l’applicheremo.

Cattiva burocrazia e surplus di vincoli europei.
Per la Toia “l’Europa ha fatto tante cose oggi fanno sorridere perché assurde e con vincoli bizzarri ma nello stesso tempo, con i suoi regolamenti, ha reso più facile la vita ai cittadini. Cito ad esempio l’abolizione del roming internazionale nelle chiamate telefoniche dall’estero. Le dettagliate definizioni burocratiche servono a difendere le produzioni nazionali: è impensabile che il Belgio possa vendere pomodoro San Marzano. A volte c’è stato un eccesso di bizzarrie ma dal 2007/08 le norme sono state semplificate. Ci saranno cose anche noiosissime ma queste regole servono alla salvaguardia dei prodotti e delle imprese. L’Europa non è cabaret”

Per Carbone “la lotta alla corruzione passa attraverso la battaglia contro una burocrazia malata. La legge Madia va in questa direzione: è chiara con norme semplici e non lascia spazio all’interpretazione legislativa”.

Rinnovo del contratto del pubblico impiego. Nell’ambito della legge di Stabilità, per il ministro Madia si troveranno “certamente” le risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego e il rinnovo riguarderà tutti i dipendenti, inclusi quelli della scuola. “Ci sarà una discussione collegiale e stabiliremo quanto risorse saranno disponibili per il rinnovo dei contratti e poi apriremo una nuova stagione contrattuale”. A chi le ha chiesto se ci saranno risorse per tutti i comparti del pubblico impiego, anche per la scuola, ha risposto: “Assolutamente sì, però per onestà aspettiamo la discussione della Legge di Stabilita’ perché partendo dalle varie priorità che ci saranno e dalle risorse disponibili possiamo aprire una nuova stagione contrattuale che abbia delle fondamenta concrete”.