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Sostegno alle famiglie

“Può divenire un’occasione storica. Dalle opposizioni spirito collaborativo Apportate novità rilevanti, anche sui disabili”. Lo sostiene Stefano Lepri, deputato Pd, relatore della legge-delega del Pd sul riordino delle misure a sostegno delle famiglie, in una intervista su Avvenire, dopo il passaggio della discussione alla Camera.

Mostra ottimismo sui tempi dell’esame perché “ragionevolmente, le votazioni potrebbero partire nella settimana dal 13 luglio, per arrivare al voto finale in 7, massimo 10 giorni. Per poi passare al Senato. Il clima è molto favorevole, anche da parte delle opposizioni. Su questa sfida per la natalità è giunta l’ora che il Parlamento sia davvero unito“.

 

Per quanto riguarda le novità apportate in commissione “è stato riaffermato il carattere dell’universalità dell’assegno, senza distinzioni di reddito, che potrà essere erogato anche come credito d’imposta. Sottolineo poi il principio della maggiorazione a partire dal terzo figlio e quella, prevista fra il 30 e il 50% in più a seconda della gravità, per i figli con disabilità. E a questi figli l’assegno andrà, senza maggiorazione, anche dopo i 21 anni se ancora a carico. Inoltre, per i disabili l’assegno è neutro, non è considerato cioè per la richiesta ed il calcolo di altre agevolazioni. Così come le “borse lavoro” non saranno computate per l’accesso all’assegno stesso.

Andrà anche agli stranieri?

“Sì, se in possesso di 4 criteri che devono sussistere insieme. Il cittadino non Ue deve essere in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo o di uno, per motivi di lavoro o di ricerca, almeno annuale, deve vivere coi figli e pagare le tasse in Italia, dove deve aver vissuto o risiedere per almeno 2 anni, anche non continuativi”.

 

Lepri ricorda quali sono i limiti da superare, che sono almeno 5, che “però, possono divenire tutti delle grandi opportunità: la limitatezza delle risorse finora, l’iniquità con alcuni carichi familiari poco considerati, una stratificazione di misure adottate finora che sono tra di loro anche contraddittorie, la selettività dei singoli interventi e la loro discontinuità, con misure spesso non garantite per un periodo lungo. È ora di superare tutto questo. Generare un figlio è un’esperienza unica. È ora di generare anche una legge unica”, conclude.