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Se, da un lato, l’emergenza sanitaria derivante dall’epidemia di Sars-Cov-2 e la conseguente crisi economica occupano l’agenda del governo, dall’altro nella maggioranza si discute anche di quelle riforme costituzionali che dovevano seguire il taglio dei parlamentari, riguardo alle quali secondo il Partito democratico e il suo capogruppo in Senato, Andrea Marcucci, ora «bisogna passare dalle parole ai fatti».

Senatore Marcucci, il Partito democratico ha presentato ormai settimane fa un programma di riforme da qui alla fine della legislatura. Ora Movimento 5 stelle e Italia Viva tirano il freno e il Pd non ci sta. A che punto siamo?

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, quando ha incontrato i leader della maggioranza, ha assicurato la sua sorveglianza su alcuni dossier delicati, anche al fine di arrivare ad una sorta di nuovo patto di maggioranza.

Tutti siamo consapevoli che la base “sperimentale” dell’accordo del 2019 va profondamente rinnovata. Ma non possiamo tornare ogni volta alla casella di partenza. Italia Viva ha preso un impegno sulla legge elettorale, il M5S a rivedere alcuni meccanismi costituzionali: è l’ora di passare dalle parole ai fatti. Ricordo che unanimemente abbiamo deciso che il tavolo delle riforme produca la sua proposta entro i primi di dicembre.

Probabilmente Forza Italia voterà lo scostamento di bilancio in Senato. Sarà una tantum o la collaborazione invocata da Mattarella è destinata a proseguire?

Mi auguro che Forza Italia voti lo scostamento, così come hanno annunciato di fare alcuni suoi ex senatori, come il già capogruppo Paolo Romani. Io sono da tempi non sospetti un fautore di una vasta collaborazione istituzionale, che sia ingrado dimettere il silenziatore al clamore delle polemiche diffuse e gratuite.

Teme tuttavia che l’avvicinamento tra Forza Italia e maggioranza di governo possa destabilizzare la stessa maggioranza? Penso ad esempio al M5s e ai suoi rapporti inesistenti con FI…

In una stagione di grande difficoltà come questa, serve far fare un passo indietro agli interessi di parte e un passo avanti all’interesse nazionale. La collaborazione non può destabilizzare nessuno, neanche il M5S.

La curva del contagio si va piano piano appiattendo ma nel governo convivono ancora l’ala rigorista e quella più “permissivista”. Ma vista la situazione, non le sembra stucchevole il dibattito su cenoni di natale e settimane bianche?

Non possiamo scoprire ora e stupirci che l’Italia sia mi Paese con forti tradizioni e che nei decenni abbia avuto un fenomeno di migrazione di massa dal Sud verso il Nord. La buona politica tenta di tenere in equilibrio la preoccupazione del figlio che lavora a Bologna e che per Natale vuole tornare ad abbracciare i genitori a Foggia, con misure di sicurezza e protezione. Per quanto riguarda lo sci, la prego di chiedersi quanto pagheranno la sospensione natalizia decine di centri e paesi di montagna.

Quante attività che non ce la faranno, quanti posti di lavoro, anche stagionali, che verranno meno. Anche in questo caso, io ho trovato di buon senso il tentativo di alcune Regioni di trovare un equilibrio tra ragioni sanitarie ed economiche. Bisogna combattere le prevenzioni ideologiche e adoperarci a trovare soluzioni ragionevoli.

Ieri ci sono stati 853 morti per Covid, eppure si va avanti lavorando, ad esempio, alla riapertura delle scuole a dicembre. Pensa sarà possibile?

I dati di questi giorni sono incoraggianti da un parte, l’Rt sta scendendo in tutta Italia, ma devastanti dall’altra per l’altissimo numero di morti che continuiamo a registrare. Questa lettura comporta un’attenzione particolare a tutto. Io condivido lo sforzo del governo che sta tentando di fare il possibile per riaprire le scuole, ma naturalmente spero anche che tutti i fattori di rischio connessi, a partire dai trasporti, siano affrontati e risolti. Le false partenze a volte sono ancora più pericolose delle lunghe chiusure.

A fine gennaio arriveranno le prime dosi di vaccino, crede che l’Italia sarà pronta alla distribuzione e tutto ciò che le gira attorno?

Ci siamo mossi per tempo con le principali aziende produttrici, per potere avviare le prime campagne tra dicembre e gennaio. Ci sono detta gli da determinare in fretta sui trasporti, sui contenitori e sui luoghi dove effettuare vaccinazioni che dovranno essere di massa. Fino ad ora però mi sembra che il governo e l’Unione europea si siano mossi bene. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, verrà a riferire in Parlamento proprio su questi aspetti.