Sergio Oliverio - Imagoeconomica

Sinistra per il sì” nasce dal “bisogno di rendere evidente che dentro questa riforma c’è un pezzo fondamentale della storia e della cultura politica della sinistra riformista. È importante far capire che si cambia la seconda parte della Costituzione per affermare meglio la prima. Per questo si sono unite personalità plurali”: così in un’intervista al Corriere della Sera il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, che ha lanciato insieme al ministro della Giustizia Andrea Orlando, a due governatori, Nicola Zingaretti e Catiuscia Marini, al presidente del Pd Matteo Orfini e ad altri esponenti del partito l’appello della “Sinistra per il Sì” sul referendum e un primo appuntamento, il 2 ottobre a Milano,

 

Riguardo all’iniziativa di D’Alema per il “No”, Martina aggiunge: “Rispetto le opinioni di tutti e chiedo rispetto per le mie. Non condivido gli eccessi da entrambe le parti. Spero che con questa nostra iniziativa tanti si convincano del Sì: non c ‘è nessuno stravolgimento della Costituzione, nessuna deriva autoritaria. Sono giudizi molto sbagliati. Non sarà la riforma più bella, ma è sicuramente la più utile oggi”.

 

Sull’Italicum, invece, il ministro aggiunge: “Intanto non è indifferente cosa deciderà la Corte costituzionale. Le ragioni di una riflessione ci sono. Penso che sia una buona legge ma che sia giusto agire per migliorarla ancora. Ma voglio dire che con la vittoria del Sì ci sarebbe uno strumento in più per cambiarla: proprio la riforma garantisce anche la possibilità alle minoranze parlamentari di chiedere alla Corte un giudizio preventivo sulla costituzionalità delle leggi elettorali”.