Imagoeconomica


Al via l’ultimo passaggio parlamentare sulle riforme costituzionali prima del referendum di ottobre. La discussione generale dovrebbe chiudersi nel tardo pomeriggio con l’intervento del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

 

Sul rinvio del calendario dei lavori sulle riforme a dopo la mozione di sfiducia delle opposizioni chiesto dalle opposizioni replica da Londra il ministro Maria Elena Boschi. “Il calendario dei lavori – osserva – è già stato fissato dalla Camera e dal Senato, addirittura in Senato si vota in aula per il calendario come prevede il regolamento: quindi non vedo sinceramente ragioni per cambiare il calendario, anche perché il governo ha i numeri in parlamento”. “La settimana scorsa – ricorda il ministro – abbiamo approvato al Senato il decreto legge di riforma delle Banche di Credito Cooperativo e i voti di fiducia sono stati molto ampi, per cui il governo andra’ sicuramente avanti con il proprio lavoro. E’ anche un elemento di serietà – conclude Boschi – rispettare l’impegno che abbiamo preso con i cittadini di approvare le riforme questa settimana, anche perché poi ci aspetta l’appuntamento del referendum di ottobre”.

 

In Aula il relatore, Emanuele Fiano, ha illustrato l’iter parlamentare delle riforme, con le modifiche apportate al testo nei diversi passaggi alla Camera e al Senato.

“Non si tratta di una riforma che mette in pericolo la democrazia parlamentare – ha detto Fiano – , tutt’altro, ma di una riforma che affronta le inefficienze che si sono rivelate come tali nella storia della democrazia parlamentare, dopo aver tesaurizzato anni di dibattito e di proposta di modifiche. Non siamo di fronte ad un testo di natura governativa, non siamo di fronte ad un testo affrettato o improvvisato ma di fronte ad un testo che, al contrario, secondo noi arriva fuori tempo massimo dopo anni di tentativi andati a vuoto. Noi siamo orgogliosi del lavoro compiuto, del dibattito che si e’ aperto nel Paese e in queste Aule”.

 

“Certo nessuna legge è perfetta – ha proseguito – ma, proprio alla luce di quei fallimenti e del ritardo cronico che il nostro Paese ha accumulato, dobbiamo assumerci e ci assumiamo con quest’atto la responsabilità di decidere per il cambiamento del nostro sistema istituzionale che si traduce in un cambiamento del Paese e per il Paese”.

 

“Sceglieranno gli elettori italiani il giudizio definitivo su questa riforma. Le riforme istituzionali non incidono direttamente forse sulla vita materiale dei nostri concittadini ma sono in grado di creare le premesse affinche’ il luogo dove vengono fatte le scelte di politica economica e sociale, quindi dove si incide direttamente sulla qualita’ della vita degli italiani, dei nostri concittadini con scelte che tanto condizionano la vita dei nostri concittadini, dei lavoratori e delle imprese, possano essere decise e attuate nel migliore dei modi in una democrazia che funziona per i cittadini e al servizio dei cittadini”.