“Necessario chiedere a Draghi che le cinquecentomila dosi di vaccino giornaliere promesse siano reali da subito, e che il rigore chiesto ai cittadini nei comportamenti si accompagni a controlli serrati che, secondo me, fino ad oggi non sono stati fatti in modo soddisfacente”.

Così la responsabile alla Sanità nella segreteria PD, Sandra Zampa, in un’intervista a Strisciarossa.

Polemiche incomprensibili contro il ministro Speranza

Quelle verso il ministro della Salute Roberto Speranza sono “polemiche incomprensibili, come ha spiegato Draghi. Speranza ha posto fin da subito, e prima che ciò avvenisse in altri paesi, un’attenzione enorme a quanto stava avvenendo in Cina, in un momento in cui la diffusione della pandemia era stata sottovalutata.

Il 23 gennaio 2020 l’Oms decise di non dichiarare un’emergenza di salute pubblica e solo il 30 gennaio cambiò idea sulla diffusione del Covid. E già prima, al contrario, Speranza aveva messo in piedi un’apposita task force, assumendo provvedimenti ad hoc quando ancora non era venuto alla luce il caso del cosiddetto ‘paziente uno’”.

 

“Negli attacchi a Speranza io leggo anche questo: cercare di stroncare sul nascere una prospettiva che rimetta al centro la sanità pubblica, la cui importanza è stata resa evidente dall’emergenza Covid. Ma in quegli attacchi leggo anche il tentativo di scardinare un laboratorio politico che ha continuato a vivere dopo la caduta del governo Conte e che prefigura una coalizione di forze di centrosinistra, composta da Pd, Leu e Verdi che dialogano con il M5S”.

Rimanere uniti sulla drammaticità della pandemia

“Nella politica e nella stessa scienza, che a volte si è fatta condizionare da opzioni politiche, c’era chi negava la pericolosità e la tragicità della pandemia. Pensiamo alle manifestazioni no mask cui hanno dato avallo Trump e altri. Si è utilizzato il Covid per fare battaglia politica, trovando pretesti. Possiamo dividerci su come aiutare economicamente e socialmente la gente, su quanto dare e su come darlo, ma non sulla drammaticità di una pandemia con i morti e le sofferenze che produce“.

 

Intervista completa su Strisciarossa