valeria fedeli, Ragazzi e smartphone l'impegno della scuola per i nativi digitali
Imagoeconomica

Gentile Direttore, l’intervento di ieri di Mariastella Gelmini ha rilanciato, ancora e giustamente, il tema dello studio della Costituzione, decisivo fondamento di quel sentimento di comunità che ci porta a convivere in modo rispettoso di ogni persona e di ogni differenza.
 
Fare in modo che ragazze e ragazzi conoscano e pratichino le regole e gli insegnamenti della Carta è una priorità per chiunque abbia a cuore la nostra democrazia e il futuro delle nuove generazioni.
 
Proprio per questo da Ministra, per celebrare i 70 anni della Costituzione, all’inizio dello scorso anno – grazie alla collaborazione della Presidenza della Repubblica, del Senato e del Poligrafico dello stato – ho voluto distribuire una copia della Carta a tutte le studentesse e tutti gli studenti italiani.
 

La scuola è il luogo dove si impara il senso civico, il valore della cittadinanza, l’importanza di garantire a tutte e tutti l`esercizio dei diritti.

 
La scuola è la strada per il futuro, e la Costituzione è la mappa che ci aiuta a trovare sempre la rotta giusta.
 
Ecco perché, quando abbiamo avviato la distribuzione della Costituzione, ho espresso l’augurio che questa scelta straordinaria diventi la normalità e che ogni studentessa e ogni studente possa entrare in contatto diretto e quotidiano con la Carta, fin dal primo  giorno di scuola.
 
La Costituzione vive nel presente e definisce le opportunità di futuro: è un testo potente, che tutte e tutti dobbiamo poter conoscere, per rafforzare la possibilità di raggiungere gli obiettivi personali e per partecipare in modo pieno e costruttivo alla vita sociale.
 
Proprio per questo non sono mai stata convinta – e ho quindi agito in una direzione diversa quando ho avuto l’onore di guidare il Miur – che lo studio della Costituzione fosse efficace se relegato ad un’ora settimanale nel quadro ordinamentale.
 
La Costituzione deve essere componente fondante di tutti i percorsi scolastici e formativi, parte della formazione di ogni docente, deve permeare ogni insegnamento e ogni esperienza. Dal primo giorno di scuola, come dicevo, e poi sempre. Solo così credo che possa assolvere a quella funzione di formazione di cittadinanza, per contrastare ogni forma di aggressività, violenza, egoismo e insegnare invece la condivisione, il rispetto e la collaborazione.
 
Non a caso proprio la Costituzione – e in particolare l’articolo 3 – ha ispirato il Piano di educazione al rispetto che ho voluto lanciare da Ministra ad ottobre 2017 per stimolare tutte le scuole a lavorare contro ogni forma di bullismo, per la parità di genere, per il superamento delle disuguaglianze e per affermare il rispetto come valore fondamentale.
 
La Costituzione è di tutte e tutti, al servizio di ciascuna e ciascuno. Grazie al contributo prezioso di tutte le grandi tradizioni politiche e civili del Paese anche delle donne, voglio sottolinearlo – nella Carta sono stati posti in essere valori e obiettivi attuali anche in un contesto nazionale e globale profondamente mutato.
 
Certo molti dei precetti Costituzionali restano da attuare fino in fondo: ancora ci sono diritti negati, minoranze discriminate, non c’è lavoro per tutti e tutte, non tutti gli ostacoli alla libertà e all’uguaglianza sono stati rimossi, non è garantito sempre e davvero il diritto allo studio per ogni bambina e ogni bambino. Ma la Carta insegna a ciascuna e ciascuno di noi come continuare a impegnarsi per far essere l`Italia – ancora e sempre di più – un Paese libero, democratico, dove le opportunità siano garantite a tutte e tutti e il benessere sociale diffuso.