Preambolo.

L’innovazione tecnologica rappresenta il terreno principale su cui si determinerà il benessere delle nostre società e la qualità delle democrazie.

L’intelligenza artificiale, la gestione e la tutela delle infrastrutture e dei dati sono già i settori strategici per i quali occorrono azioni politiche e normative organiche, oltre che investimenti mirati e strutturali.

Si tratta di una sfida globale che l’Italia deve sostenere all’interno della strategia già tracciata dall’Unione europea. È prioritario assicurare la protezione dei dati, sostenere la nascita e l’aggregazione di imprese tecnologiche di dimensione europea e utilizzare l’innovazione tecnologica come fattore di sviluppo socialmente sostenibile.

Il nostro Paese deve promuovere ogni azione che – ispirata ai seguenti principi – assicuri la tutela dei diritti individuali e collettivi nella società digitale.

 

  1. Il primo algoritmo è l’essere umano

L’Italia deve esercitare un ruolo primario nella rivoluzione digitale, in particolare per quanto riguarda l’intelligenza artificiale e la robotica.
L’uso di queste tecnologie deve essere accompagnato da un’innovazione anche normativa e sociale che affermi sempre la centralità dell’essere umano.

 

  1. Le competenze (digitali) sono la condizione necessaria per lo sviluppo della società e dell’economia

La formazione e l’educazione sono leva essenziale per garantire i diritti delle persone, promuovere una società più coesa, porre le basi per uno sviluppo sostenibile.
Il Paese deve investire in modo prioritario nella scuola, nella ricerca e nell’aggiornamento continuo e sistematico delle competenze e delle professionalità dei cittadini, anche per evitare il rischio di emarginazione.

 

  1. Un Paese più digitale deve essere un Paese più democratico

L’Italia deve agire, anche a livello normativo, affinché le tecnologie non vengano utilizzate in modo discriminatorio o escludente. Le istituzioni devono operare sempre in modo da assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, combattendo la diffusione di campagne di disinformazione e odio.

 

  1. Le persone devono conservare il controllo sui propri dati.

I dati personali devono essere sempre protetti e tutelati. Allo stesso tempo, la sovranità nazionale e europea sulla tutela e la gestione dei dati rappresenta una delle priorità per le nostre società, anche per affrontare le asimmetrie informative generate dal potere delle multinazionali che controllano i nostri dati.  

 

  1. La pubblica amministrazione deve essere digitale per combattere la corruzione, migliorare la vita delle persone e rilanciare l’economia del Paese

Il percorso di trasformazione digitale della pubblica amministrazione deve essere completato in tempi brevi, puntando all’automazione nella gestione dei procedimenti amministrativi e alla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico.

L’erogazione di servizi online semplici e usabili deve essere sempre garantita, evitando di accrescere la distanza tra le amministrazioni più all’avanguardia e quelle meno evolute.

 

  1. Le multinazionali del digitale devono pagare le imposte dove producono gli utili

La tassazione delle grandi società tecnologiche è iniqua. L’Italia deve assicurare il massimo sostegno ai negoziati in corso all’OCSE affinché si evitino forme di dumping tra Stati ed essere pronta ad adeguare comunque la propria legislazione per assicurare l’equità fiscale.

 

  1. Le infrastrutture digitali sono necessarie per assicurare la sovranità del nostro Paese e per valorizzare il suo potenziale tecnologico

L’Italia deve poter contare su infrastrutture digitali sicure e accessibili anche per quanto riguarda l’imminente diffusione del 5G. Si tratta di una condizione essenziale affinché il Paese rimanga competitivo sul mercato globale e raggiunga gli obiettivi di una trasformazione digitale inclusiva e rispettosa dei diritti fondamentali delle persone.

 

  1. Lo Stato deve utilizzare il digitale per promuovere e sostenere l’innovazione del settore imprenditoriale

L’impresa deve essere sostenuta innanzitutto attraverso interventi normativi tesi a semplificare e rendere certo il quadro giuridico e con strumenti finanziari agili e veloci, in grado di accelerare i processi di innovazione e di digitalizzazione.
Deve essere altresì promossa la continua interazione tra imprese e mondo della ricerca.

 

  1. Nella rivoluzione digitale nessuno deve essere lasciato indietro

L’innovazione tecnologica deve essere al servizio della transizione ambientale e dello sviluppo sostenibile. Il digitale rappresenta un fattore strategico per assicurare una crescita delle nostre comunità che sia sostenibile anche socialmente.
In questa direzione diventa essenziale il ruolo delle città, come soggetto negoziale ed equilibratore delle relazioni fra cittadini e giganti digitali, così come è importante un impegno delle categorie professionali, fortemente investite dai processi di automazione.

 

10.Servono investimenti in sicurezza informatica per proteggere sovranità nazionale, diritti e investimenti

L’Italia deve investire nella sicurezza informatica e nella ricerca e prevenzione dei rischi.
Il Paese deve essere preparato in vista di attacchi informatici che possono avere effetti potenzialmente devastanti sul benessere dei cittadini e sull’economia.

 

Marianna Madia