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Il Jobs Act porta frutti e risultati anche nel mondo della scuola. Il dato è di questi giorni, sono quasi 12 000 i contratti in apprendistato formativo, che sono ‘figli’ di uno dei decreti attuativi del Jobs Act e vengono applicati agli studenti degli istituti di Istruzione e Formazione Professionale, ma anche alle scuole superiori e all’Università.

Oggi questo progetto ci rende molto fieri perchè consente ai nostri studenti quindicenni, per esempio di poter trascorrere metà del loro tempo scuola, in una azienda in cui fare esperienza formativa e lavorativa, con una piccola retribuzione ed imparare sul campo quello che potrà essere il loro lavoro del futuro. E’ uno strumento che ci garantisce di raggiungere un obiettivo importantissimo: la lotta contro la dispersione scolastica ed una felicità a scuola che non guasta mai”.

Così Simona Malpezzi, deputata PD, commentando i dati del ‘Sistema duale‘.

 

Il bilancio dei primi dodici mesi di sperimentazione del Sistema duale – il modello formativo integrato tra scuola e lavoro  verrà presentato domani nel corso di un convegno presso il Ministero del Lavoro.

 

“Nell’incontro di domani faremo il punto su questi primi mesi – ha dichiarato il Sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba -. Analizzeremo le singole situazioni. Sono però convinto della bontà dell’iniziativa. C’è bisogno di supportare le aziende nella fase di placement, accompagnamento e inserimento occupazionale dell’allievo. Coinvolgeremo anche l’Anpal per spingere sui tutor formativi”.

 

Tra gli altri, oltre a Bobba, saranno presenti: Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, Luigi Bobba ed alcuni rappresentanti delle Regioni.

 

Da gennaio 2016, data di entrata in vigore delle nuove regole targate Jobs act, ad aprile 2017,  sono stati 11.732 i contratti di apprendistato sottoscritti dalle imprese.

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Si legge su una pagina apposita del Ministero del Lavoro: “Quando si parla di formazione duale si fa riferimento al modello di formazione professionale alternata fra scuola e lavoro che vede le istituzioni formative e i datori di lavoro fianco a fianco nel processo formativo.

 

Questo modello, mutuato dalla cultura tedesca e diffuso in molti altri Paesi del Nord Europa, ha avuto notevole incidenza nel più recente dibattito politico italiano, nell’ottica di adottare le misure di medio-lungo periodo per ridurre i tassi di disoccupazione. Agevolare le transizioni e ridurre il divario in termini di competenze tra scuola ed impresa sono temi all’ordine del giorno e sull’agenda politica italiana ed europea.

 

La sperimentazione del Sistema Duale, consentirà in un biennio a circa 60 mila giovani di poter conseguire una qualifica e/o un diploma professionale attraverso percorsi formativi che prevedono, una effettiva alternanza tra formazione e lavoro.

 

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha selezionato 300 centri di formazione professionale che concretamente realizzano la sperimentazione in Italia nella filiera formativa della Istruzione e formazione professionale”.

 

Approfondimento sul sito del ministero del lavoro: Sistema Duale, imparare lavorando il Italia si può

 

Sempre il  Sottosegretario Luigi Bobba parlando del progetto lo scorso 30 giugno, aveva dichiarato: “L’obiettivo è chiaro contrastare l’abbandono scolastico e aumentare l’occupabilità dei giovani, facendo in modo che la distanza tra scuola e lavoro sia il più possibile ridotta. Perché la disoccupazione giovanile, diminuita ma ancora troppo alta, è dovuta anche alla mancanza di competenze tecniche sempre più richieste dalle imprese. Con l’avvio del Sistema Duale – ha posto in rilievo il Sottosegretario – puntiamo in maniera innovativa a promuovere la formazione dei giovani e a favorirne la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, partendo proprio dall’alternanza scuola-lavoro”.